Narrazioni & Contaminazioni al Festival del Giornalismo

È una partenza con un'elevata partecipazione su Twitter, il newswire per eccellenza, quella della prima giornata del Festival Internazionale del Giornalismo. Il monitoraggio dell' evento visto con gli occhi dei partecipanti ha evidenziato una crescita significativa delle narrazioni attraverso la piattaforma di microblogging.

I numeri del primo giorno che emergono dalla piattaforma creata appositamente da Buzzdetector, mostrano un incremento sia quantitativo che qualitativo di tutti i parametri analizzati. Nella prima giornata di questa edizione del festival sono stati ben 7.853 i tweets con hashtag #ijf13, che hanno invaso la rete, rendendolo uno dei dieci argomenti di tendenza della giornata, come testimonia il picco di 140 cinguettii al minuto raggiunto intorno alle 17:30.

Sostanziale l'incremento rispetto al primo giorno dell'edizione del 2012; se allora il picco massimo era stato di 41 tweets al minuto, ad un anno di distanza lo stesso indice è più che triplicato. Il numero complessivo dei tweets è più che raddoppiato rispetto al primo giorno dell'evento nel 2012.

È lo sviluppo della conversazione a mostrare la dinamica più interessante come dimostra il numero di interazioni (retweet) e ancora più interessante il numero di replies (risposte) che è 5 volte tanto passando dalle 186 del 2012 a 708.

La crescita della penetrazione di Twitter è sicuramente uno degli elementi che hanno contribuito al sostanziale aumento del numero di persone che ha utilizzato la piattaforma del celebre uccellino con 2.058 utenti diversi impegnati in questa attività.

La tag cloud del primo giorno. Visualizza tutte le tag cloud

Gli argomenti che hanno riscosso maggiore interesse, oltre naturalmente a quelli generali del giornalismo e dei giornalisti, sono stati la politica (nonostante l'assenza imprevista di Matteo Renzi) e il talento come driver di crescita personale e professionale, testimoniata anche dal contributo dei volontari, spina dorsale di questo evento, hanno catalizzato l'attenzione di molti partecipanti al Festival. Un giornalismo che sembra sempre più interrogarsi sui nuovi mezzi di comunicazione, come emerge in particolare anche dalla tag cloud dei tweet.

Un altro argomento che ha tenuto banco in diversi panel è la consapevolezza che il confine tra mondi online e offline non esiste più.


Come ha detto Anna Masera: l’umore della rete non esiste, esistono i nostri umori. Quindi superare il concetto di popolo del web per approdare al concetto di persone tout court. E la politica, con il tema governo che tiene banco nelle news in Italia, è un fil rouge che percorre tutta la giornata, anche durante l'intervista di Arianna Ciccone al direttore di Repubblica Ezio Mauro, come evidenzia il seguente tweet, un vago riferimento agli esperimenti di iperdemocrazia sul web del M5S.


Tema da segnalare è quello relativo all’impulso alla condivisione non ragionata, senza un accurato fact checking. Impulso che coinvolge sia le persone comuni, come tutti noi, sia qualche volta anche i professionisti del settore presi dalla pressione di non bucare la notizia.

Se, come si vuol dire, chi ben inizia è a metà dell' opera, la settima edizione dell' International Journalism Festival si preannuncia come quella dei record.

Lo verificheremo insieme quotidianamente come monitoraggio in tempo reale da qui al termine della manifestazione, non prima di chiudere la rassegna della prima giornata con una bellissima citazione del giornalista del Corriere Beppe Servegnini.


Immagine in alto: CYMK Print is not dead, by Massimo Gentile

Analisi a cura di
Angelo Centini, data scientist per Buzzdetector
Aarti C. Thobhani, freelance journalist volontaria per il festival
Matteo Di Renzoni, freelance data journalist
Pier Luca Santoro, esperto di Comunicazione e Media
Gianandrea Facchini, fondatore e CEO di Buzzdetector
Alessandro Belotti, giornalista e volontario per il festival