Mock’n’troll: satira, bufale e altri comfort

con Alfonso Biondi (Lercio.it), Vittorio Lattanzi (Lercio.it), Andrea Michielotto (Lercio.it), Chef Rubio, Vera Gheno (twitter manager de L’Accademia della Crusca)

Al Festival Internazionale del Giornalismo gli autori di Lercio, il popolare sito satirico italiano, si raccontano. La loro storia ha inizio nel 2009, quando i giovani autori satirici si incontrano su La Palestra di Daniele Luttazzi, sezione del blog del popolare comico satirico che raccoglie battute inviate dai lettori. Alla chiusura della palestra di Luttazzi i blogger che ne avevano preso parte proseguono il loro percorso con l’apertura nel 2011 del blog satirico Acido Lattico. Di lì a poco Michele Incollu elabora un blog parodia di Leggo.it caratterizzato da un titolo falso che coincide con la battuta: Lercio.it. Lercio è un sito satirico, non un sito di bufale. “La bufala si scrive per ingannare le persone con l’obbiettivo della massima diffusione di una notizia falsa, come accadde alla falsa notizia dell’Ebola a Lampedusa; la satira invece ha un obbiettivo diverso, la risata non è il fine, la risata è un mezzo per far fare una riflessione su un tema religioso, politico, sociale”, come precisato da Lattanzi. Gli autori di Lercio hanno allora ripercorso la storia della bufala prima di internet, dal caso della signora Silence Dogood (che poi si scoprì essere Benjamin Franklin) al falso ritrovamento dell’uomo pietrificato di Mark Twain. Gli autori comici hanno infine ricordato i principali giornali satirici italiani: Il M.A.L.E. di Pino Zac e Vincino, Cuore di Serra e Sabelli Fioretti, infine Il Vernacoliere di Mario Cardinali, unico giornale ancora in vita. Durante l’incontro è intervenuto a sorpresa Chef Rubio, nuovo collaboratore esterno del gruppo di autori satirici. “Sto limando il contenuto dei commenti, sono ancora troppo ruvido, devo migliorarmi per evitare denunce grazie ai loro consigli”, ha dichiarato il popolare chef. Nel corso della sua breve storia Lercio ha trollato molti personaggi e istituzioni come La Repubblica, Radio Maria e Beppe Grillo. In rappresentanza de L'Accademia della Crusca è intervenuta la twitter manager che ha confessato “l’amicizia con Lercio nasce perché se non puoi sconfiggere un nemico devi diventargli amico.” L’amicizia è continuata dopo il caso “petaloso” che alla twitter manager è costato 72 ore insonni. "Tranquilli la Crusca non inventa nuove parole, non fa vocabolari; certo, dopo che Siffredi ci ha promesso una categoria petaloso su Pornhub, ci sentiamo arrivati", ha scherzato Vera Gheno. In conclusione il divertente gioco del “Vero o Lercio” con cui i creatori di Lercio hanno sottoposto al pubblico della Sala Raffaello una serie di notizie invitando a distinguerle tra vere e lerce.

Leonardo Vaccaro