La generazione Z  nelle piazze, prima e dopo la bocciatura del ddl Zan, ha illuminato un Paese nuovo che lotta non solo contro l’omotransfobia ma anche contro razzismo, abilismo, misoginia e tutte le forme di oppressione che resistono nella società. Eppure, come scriveva Audre Lorde, poetessa nera, lesbica, femminista: "non esiste una battaglia monotematica perché noi non viviamo vite monotematiche". Il futuro dei diritti è intersezionale. Ma i media italiani lo hanno capito? Come hanno declinato istanze di uguaglianza durante la battaglia per il ddl Zan? I media tradizionali hanno citato le immagini dei cosiddetti "diversi", ma in quali contesti le hanno inserite? Sono rappresentazioni aderenti alla realtà o macroscopici travisamenti? Troppo spesso si è parlato di lotta contro le discriminazioni, poche volte si è data libera voce alle soggettività che lottano per pari dignità e uguaglianza. Il panel indagando questi aspetti vuole restituire la parola ai protagonisti, totalmente esclusi dal dibattito pubblico e sovradeterminati dalla politica. Andando oltre la bocciatura di una legge disattesa da 25 anni, si cercherà di disegnare il futuro prossimo di lotte per i diritti di tutte e tutti.

Foto