#ijf18 day by day: sabato 14 aprile

14 aprile 2018 english version

Abbiamo selezionato per voi alcuni appuntamenti della giornata e vi invitiamo a consultare il programma completo. Cliccando su +info► si accede alla scheda di ogni evento e potrete memorizzarlo nel calendario del vostro computer o smartphone.

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09:30 – 10:30 > Palazzo Sorbello | presentations
Come truccare una partita ai Mondiali: la corruzione globalizzata che minaccia lo sport+info►
Di sicuro ci saranno partite truccate durante la Coppa del Mondo FIFA. Declan Hill, premiato giornalista investigativo e professore di Giornalismo Investigativo all'Università di New Haven, spiega la rivoluzione multimilardiaria che sta minacciando le competizioni internazionali e come le autorità sportive abbiano fallito nel combattere la nuova ondata di corruzione.

09:30 – 10:45 > Sala San Francesco | panel-discussion
Conversazioni pericolose: intervistare criminali e persone violente +info►
Conversazioni pericolose: come mantenerti al sicuro insieme alle tue fonti quando intervisti criminali, paramilitari e altri soggetti con trascorsi violenti. Con l'avanzare degli autoritarismi, il quotidiano proliferare dell'hate speech e i legami più stretti tra funzionari e criminali, aumentano i rischi per una cerchia sempre più ampia di giornalisti. Ma cosa dovrebbero tenere a mente i giornalisti quando parlano con persone potenzialmente pericolose? Questa sessione, ospitata dal Dart Center, esaminerà gli approcci di sicurezza di base e approfondirà le regole di conversazione che i giornalisti dovrebbero impiegare quando parlano con fonti abituate a ricorrere a intimidazioni e violenze. Gli speaker, esperti nel coprire l'estremismo, la violenza paramilitare e il crimine organizzato, parleranno anche di come evitare di essere manipolati e perché comprendere meglio le passate esperienze traumatiche di chi ha compiuto crimini è una parte fondamentale del lavoro.

09:30 – 10:45 > Sala delle Colonne, Palazzo Graziani | disinformation
Disinformazione e intelligenza artificiale: sfide e opportunità +info►
Data la portata di misinformazione e disinformazione online, serviranno nuovi approcci per individuare e affrontare il disordine informativo. Molti hanno acclamato le possibilità dell'intelligenza artificiale, ma cosa è veramente possibile e cosa rimane fantascienza? Quali sono le sfide e le opportunità? In questa tavola rotonda esperti di giornalismo, tecnologia e intelligenza artificiale parleranno delle rispettive ricerche in materia e degli approfondimenti da parte di altri professionisti, offrendo una panoramica degli sforzi complessivi. Sarà tracciato anche una previsione di cosa ci aspetta da qui al 2019, delineando possibili aree di interesse per le persone che lavorano nell'intelligenza artificiale. Organised in collaborazione con Credibility Coalition.

09:30 – 10:30 > Hotel Brufani - Sala Raffaello | in-conversation
È possibile un giornalismo senza pubblicità, sponsor o abbonati? +info►
Jay Rosen e Ernst-Jan Pfauth, CEO di The Correspondent, parleranno del modello a sottoscrizione, e dei vantaggi dell'avere sostenitori al posto di abbonati e inserzionisti. Non solo migliora gli affari, ma anche il giornalismo (suggerimento: i tuoi lettori ne sanno più dei tuoi giornalisti).

09:30 – 10:45 > Sala del Dottorato | ustoo
La violenza sessuale come arma per costringere le donne al silenzio +info►
Il Committee to Protect Journalists (CPJ) è un'organizzazione che difende il diritto dei giornalisti di fare il proprio lavoro senza il timore di rappresaglie. Tutti i giornalisti affrontano minacce, ma gli studi del CPJ mostrano che le donne affrontano altri ostacoli. Nel 2011, il CPJ ha lanciato The silencing crime, rapporto che ha documentato come la violenza sessuale sia utilizzata per ridurre al silenzio le giornaliste. Nel 2016, CPJ ha inoltre pubblicato il rapporto Attacks on the press. Gender and media freedom worldwide, che analizza anche come le molestie sessuali online possono spesso dissuadere le donne giornaliste da un ruolo attivo nei media. La violenza sessuale, nelle sue molteplici forme (fisica o digitale) è spesso usata per mettere a tacere giornaliste. Alcune finiscono per mantenere un basso profilo, alcune cancellano i propri account sui social media, alcune si censurano e altre, infine, abbandonano completamente la professione.

09:30 – 10:45 > Sala della Vaccara | panel-discussion
Turchia: la repressione dei media e la ricerca di modelli alternativi +info►
In che modo i media raffigurano il panorama dell'informazione digitale in Turchia? Quali sono le abitudini nel consumo dell'informazione con un simile clima politico? Il recente sondaggio del Reuters Institute indica per la Turchia mezzi di informazione molto polarizzati e alto livello di diffidenza verso le notizie. La repressione dei media cambia le fonti di notizie (TV, online e carta stampata)? In che modo la politica e altri fattori incidono sul consumo di notizie? Quali sono le prospettive per i modelli di business dei media digitali? È possibile sviluppare un modello economicamente sostenibile?

09:30 – 10:45 > Centro Servizi G. Alessi | panel-discussion
L'ONU per un web libero e aperto: un futuro da costruire insieme +info►
Il futuro del giornalismo è legato al più ampio ecosistema di Internet. L'UNESCO, l'agenzia delle Nazioni Unite principalmente responsabile per la libertà dei media e della sicurezza dei giornalisti, si sta consultando in tutto il mondo per capire con quali parametri valutare Internet. Gli "indicatori" finali costituiranno uno standard internazionale per la mappatura delle esperienze nazionali - e per identificare le carenze. Ma dove si posizionano giornalismo e mezzi di informazione all'interno del paradigma dell'UNESCO chiamato "Internet Universality"? In termini di diritti, come andrebbero valutate la libertà di stampa, la sicurezza digitale dei giornalisti e la riservatezza delle fonti e delle indagini dei giornalisti? Quali indicatori rilevanti rientrano nell'apertura? Per quanto riguarda l'accessibilità, in che misura l'alfabetizzazione digitale e l'accesso a Internet per la ricerca e la pubblicazione di notizie richiedono attenzione? E quanto è importante valutare i processi in merito alla partecipazione attiva dei giornalisti?

10:00 – 11:00 > Teatro della Sapienza | in-conversation
Alt-America: l’ascesa dell’estrema destra nell’era di Trump +info►
La storia della rinascita degli estremisti di destra negli Stati Uniti. Proprio come la campagna vittoriosa di Donald Trump alle elezioni presidenziali ha sconvolto il mondo, l'apparente importanza nazionale assunta da suprematisti bianchi, xenofobi, leader delle milizie e alt-right disorienta molti. L'estrema destra americana è cresciuta costantemente in numero e influenza dagli anni '90 con l'ascesa delle milizie patriottiche. Dopo l'11 settembre, i teorici della cospirazione hanno trovato nuova vita, e in reazione virulenta al primo presidente americano nero, i militanti razzisti sono usciti allo scoperto. Alimentata da un nutrito comparto di media di destra in radio, in TV e online, l'estrema destra, i conservatori del movimento Tea Party e gli attivisti repubblicani hanno trovato un terreno comune. Figure come Stephen Bannon, Milo Yiannopoulos e Alex Jones ora incombono come uno spettro sul giornalismo mainstream. Il giornalista investigativo David Neiwert ha seguito gli estremisti per oltre due decenni. Nel libro Alt-America, fornisce un resoconto approfondito e autorevole sulla crescita del fascismo e del terrorismo di estrema destra, la cui violenza nell'ultimo decennio ha superato qualunque fenomeno ispirato dalle ideologie islamiste o di altro tipo negli Stati Uniti. Frutto di anni di reportage, Alt-America è un libro cruciale su uno degli aspetti più inquietanti della società americana e comprende l'indagine più approfondita sui legami di Trump con l'estrema destra. Modera Leonardo Bianchi.

10:45 – 12:00 > Sala delle Colonne, Palazzo Graziani | disinformation
Siamo sicuri che il problema siano le fake news? +info►
La questione "fake news" ha occupato titoli di giornale e conferenze di giornalismo per buona parte dello scorso anno. Ma stiamo forse esagerando la dimensione del problema? E fino a che punto concentrarsi sulle notizie false online ci sta distraendo dal compito importante di smentire le bufale della politica? In questa sessione affronteremo le conseguenze di questa scelta e l'equilibrio che il fact-checking deve trovare tra affrontare le "fake news" e monitorare il discorso pubblico.

10:45 – 12:00 > Hotel Brufani - Sala Raffaello | community-trust
Guida pratica per migliorare la fiducia nel giornalismo +info►
La fiducia nel giornalismo sembra il problema più discusso del momento. Ma non si tratta di discutere: si tratta di fare. Le soluzioni pratiche per recuperare la fiducia del pubblico vanno implementate nelle redazioni. Nel panel vedremo ciò che funziona e cosa non funziona nel rapporto con il pubblico, discuteremo le ultime ricerche secondo cui i giornalisti possono essere parte del problema, evidenzieremo strumenti e piattaforme - alcune gratuite altre a pagamento - che possono servire allo scopo.

10:45 – 11:45 > Centro Servizi G. Alessi | tech-socialmedia
Raccogliere notizie sui social: implicazioni etiche e nuovi scenari +info►
Nelle redazioni raccogliere notizie attraverso i social media è diventato più che mai complesso sul piano etico, perché chi cerca di fronteggiare disinformazione e propaganda deve adattarsi a un nemico che non condivide gli stessi valori. I giornalisti che coprono le piattaforme social devono ora soppesare le implicazioni etiche del debunking, della protezione delle fonti e della trasparenza, specie quando hanno a che fare con community online pericolose.

10:45 – 12:00 > Sala del Dottorato | presentations
Algoritmi, potere, responsabilità +info►
Julia Angwin dirige un team pluripremiato che ha aperto la strada a un nuovo campo di giornalismo nella trasparenza degli algoritmi. Lavorando con due programmatori e un ricercatore, il suo team ha svelato la discriminazione occulta che gli strumenti decisionali automatizzati incorporano, dalle classifiche dei venditori di Amazon ai software per calcolare la probabilità che i criminali siano arrestati in futuro. Le loro inchieste hanno portato Facebook a cambiare le proprie politiche più volte, comprese quelle sull'incitamento all'odio che discriminano i minori, l'automazione delle pubblicità che permetteva di discriminare ebrei, neri, disabili e altre categorie. Con il loro lavoro ha costretto le autorità della California a richiedere a diverse compagnie di assicurazioni automobilistiche di correggere i difetti negli algoritmi, che si traducevano in ingiustificate tariffe elevate nei quartieri abitati da minoranze. Modera Fabio Chiusi.

10:45 – 11:45 > Sala della Vaccara | humanitarian-crises
Yemen sotto assedio: come raccontare una guerra dimenticata +info►
Coprire lo Yemen dall'interno sta diventando un'eccezionalità, a causa della mancanza di visti e permessi di ingresso. In tre anni di guerra, giornaliste con doppia nazionalità e/o legami familiari sono state in grado di riferire dallo Yemen del Nord, testimoniando carestie, colera, malnutrizione, povertà e difficoltà estrema per i locali ad accedere a strutture sanitarie. Cosa significa raccontare un paese sotto assedio che, in qualche modo, è anche la tua casa? Quali sono le implicazioni in termini di sicurezza, logistica e censura?

10:45 – 12:00 > Palazzo Sorbello | ustoo
Questioni di genere: oltre gli stereotipi e verso nuove narrazioni +info►
In tutto il mondo, 1 donna su 5 subisce violenze dal partner, solo il 23,4% dei parlamentari sono donne e ci vorranno 217 anni per colmare il divario retributivo di genere. Tutte queste cifre sono vere. Tuttavia, ritraggono le donne come semplici vittime, forzandole in stereotipi grossolani. La realtà è molto più complessa: le ragazze musulmane amano il calcio e il computer, le donne indigene sono in prima linea quando si tratta di redigere nuove leggi. Grazie all'Innovation in Development Reporting Programme, quattro squadre di giornalisti possono riferire sulle donne in prima linea per colmare il divario di genere e per essere riconosciute per quello che sono realmente. I progetti del programma toccano temi come lavoro, discriminazione, violenze, nonché sport e giochi in paesi come Tanzania, Perù, Birmania, Bolivia, Gambia, Brasile, Kirghizistan e Kenya. Inoltre, sono stati tutti prodotti con un approccio ibrido, mescolando giornalismo investigativo, analisi dei dati, grafica animata e storytelling visivo. Discuteremo di come trattare l'uguaglianza di genere evitando gli stereotipi, verso nuove narrative.

11:00 – 12:00 > Teatro della Sapienza | books
Bassa risoluzione +info►
Presentazione libro di Massimo Mantellini. Modera Mario Calabresi. Dentro alla vastità dell'offerta digitale, tutto ci è sembrato a portata di mano. Proprio allora abbiamo deciso di rallentare, compiendo una scelta inattesa: la riduzione delle nostre aspettative. Capire questa scelta significa capire la contemporaneità.

11:00 – 12:00 > Hotel Brufani - Sala Perugino | disinformation
Le insidie digitali: come difendersi dalla manipolazione di foto e video +info►
Oltre alle ben note "fake news" i social, e di conseguenza giornali e tv, sono sempre più invasi da valanghe di immagini false. Grazie alle tecnologie digitali manipolare video e foto è piuttosto semplice e alla portata di tutti. Un'importante parte del lavoro giornalistico deve quindi essere dedicata a verificare l’autenticità di riprese e fotografie "amatoriali" che fanno notizia: capire da dove arrivano, chi le ha realizzate e soprattutto quando, è fondamentale per impedire di confondere o ingannare l’opinione pubblica. Come distinguere le immagini vere da quelle false? Esempi di clamorose bufale e le tecniche per smascherarle.

11:45 – 13:00 > Sala della Vaccara | panel-discussion
Giornalismo e cambiamento climatico: adattarsi al nuovo mondo +info►
World Economic Forum, World Bank, governi mondiali, ricerca scientifica: vi raccontiamo “chi fa cosa?” per permettere all’uomo di continuare a vivere sul pianeta. La COP 21 di Parigi, poi la COP23 di Bonn, hanno chiarito che non basta contenere l’aumento, inevitabile, della temperatura del pianeta in 2 gradi centigradi. E’ ormai ora di pensare ad adattarsi al nuovo mondo. Chi lo sta già facendo? E come? Strappare terra al mare, portare la vita nel deserto, coltivare senz’acqua o con acqua salata, imparare a gestire gli eventi estremi… Dall’Olanda a Israele, passando per l’Italia… è partita la corsa mondiale più importante, quella contro il tempo. Ad agosto 2017 è stato lanciato, un po’ in sordina, il Piano Nazionale di Adattamento italiano… Ma chi sono i players e quali le azioni più urgenti da mettere in atto? Quanti conoscono #italiasicura?

12:00 – 13:15 > Sala delle Colonne, Palazzo Graziani | panel-discussion
Vivere di giornalismo, oggi: modi diversi per farlo ed essere (abbastanza) felici +info►
È ancora possibile vivere di giornalismo oggi? In che modo, con quali mezzi, con quale mix tra carta, digitale ed eventi? Tre esperienza molto diverse tra di loro sono l'occasione per valutare diversi modelli di sostenibilità e di crescita editoriale. Tre casi con cui confrontarsi per trarre ispirazione e coraggio sul fatto che vivere di impresa giornalistica, pur con fatica e attenzione, si può, e ne vale la pena.

12:00 – 13:00 > Hotel Brufani - Sala Raffaello | presentations
Voice news: la fruizione di notizie ai tempi dell'Intelligenza Artificiale e degli assistenti vocali +info►
L’intelligenza artificiale e il machine learning non solo stanno cambiando il modo di fare giornalismo, ma allargano anche l’accesso all’informazione: gli assistenti vocali offrono ai clienti un nuovo modo di fruire le notizie. Nel corso di questo panel, Max Amordeluso, EU Lead Evangelist per Amazon Alexa, mostrerà come funziona la fruizione di notizie vocali attraverso Alexa e racconterà quali sono le opportunità che le “voice news” offrono ai media. In particolare, presenterà case history rilevanti di media che già veicolano le proprie notizie attraverso assistenti vocali, spiegherà il nuovo approccio allo storytelling richiesto da queste tecnologie e mostrerà come è possibile diffondere i propri contenuti attraverso Amazon Alexa. A cura di Amazon.

12:00 – 13:15 > Sala del Dottorato | panel-discussion
40 anni dopo l'appello dei premi nobel: quale politiche di sviluppo per il 21° secolo? +info►
24 giugno 1981, su iniziativa del Partito Radicale, veniva diffuso nelle maggiori capitali dell'Occidente un documento contro lo sterminio per fame sottoscritto da decine di Premi Nobel. Era la risposta degli uomini di scienza all'indifferenza dei governi, dei mass media e dei singoli alle spaventose cifre che annunciavano la sicura morte di milioni di persone per fame nel Sud del mondo. Dopo quasi quarant’anni si rifletterà su quali possono essere le azioni globali per contrastare la nuova emergenza della fame del mondo, incrementata dai cambiamenti climatici, le migrazioni di massa e la violazione sistematica dei più elementari diritti in tanti Paesi africani e asiatici. Organizzato in collaborazione con Radio Radicale.

12:00 – 13:00 > Palazzo Sorbello | presentations
Insegnare agli studenti europei il pensiero critico +info►
Che accade quando i fact-checker non riescono a scovare i falsi? E cosa accade se i fatti verificati non suonano veri? Supponiamo che la disinformazione circoli tra i bambini e che i loro insegnanti siano inconsapevoli o non attrezzati per affrontarla. Cosa succede se i giornalisti fanno parte del problema e la soluzione è lasciata nelle mani delle grandi piattaforme? L'attivista-giornalista Juliane von Reppert-Bismarck e Wilfried Ruetten, ex direttore dell'European Journalism Centre, discutono le opzioni e le insidie per migliorare l'alfabetizzazione mediatica in Europa. L'incontro prende come punto di partenza l'esempio di Lie Detectors, una campagna indipendente di recente formazione condotta da giornalisti, il cui obiettivo è quello di sviluppare le coscienze critiche dei bambini verso i media, attivare i loro insegnanti e dare ai giornalisti la possibilità di uscire da dietro lo schermo e discutere del proprio ruolo.

12:00 – 13:15 > Sala dei Notari | ijf18talks
Il più grande dei segreti: la vita al NYT all'ombra della guerra al terrore tra scoop e scontri di potere. #ijf18talk di James Risen +info►
Jim Risen è un autore di bestseller ed ex corrispondente del New York Times. Attualmente è inviato di The Intercept per la sicurezza nazionale e direttore del Fondo di Difesa della Libertà di Stampa di First Look Media, dedicato al sostegno legale di testate, giornalisti e whistleblower. Risen ha condotto una battaglia di sette anni, rischiando il carcere, contro le amministrazioni Bush jr e Obama, quando il Governo ha provato a costringerlo a rivelare l'identità di alcune delle sue fonti confidenziali in un'inchiesta. Risen non ha mai ceduto, e il governo alla fine si è tirato indietro. Come inviato del New York Times ha vinto il Premio Pulitzer nel 2006 grazie all'inchiesta sul programma di spionaggio interno della National Security Agency, ed è stato nel gruppo di giornalisti nominati nel 2002 per la copertura degli attacchi terroristici dell'11 settembre. In un articolo pubblicato su The Intercept il 3 gennaio del 2018, Risen ha raccontato la su esperienza come reporter specializzato in intelligence nel New York Times, la difficile relazione con i servizi segreti americani e le pressioni subite dal suo stesso giornale. Risen, infatti, non ha dovuto lottare solamente contro le resistenze del Governo ma anche contro i suoi stessi superiori, che in diverse occasioni hanno provato a silenziare i suoi reportage. Alcuni editor del Times avevano dato grande rilevanza alla notizia della presenza di armi di distruzione di massa in Iraq, senza avere alcuna prova che questo fosse vero. Risen ha testimoniato come all’interno del giornale esistesse una frangia collusa con la CIA, la NSA e la Casa Bianca con l’obiettivo di censurare il suo lavoro.

12:15 – 13:15 > Teatro della Sapienza | panel-discussion
Il lettore invisibile. Davvero gli italiani non leggono più? +info►
Il rapporto annuale dell'Istat sulla produzione e la lettura di libri in Italia ha prodotto titoli più che allarmanti, il timore che il mercato editoriale si assottigli sempre più. Solo il  40,5% del campione ha dichiara di aver letto almeno un libro nel 2016. Per quanto suonino seducenti le sirene che accompagnano la retorica del cosiddetto analfabetismo funzionale, per quanto la percentuale sia molto basso rispetto ad altri paesi europei, interpretare i dati è un lavoro complesso. Distaccandosi dal terrore per la peste dell'ignoranza, c'è spazio per ripensare le stesse politiche editoriali e culturali: l'idea che l'istruzione passi solo per la parola scritta, ad esempio, o dirigere maggiori risorse verso le biblioteche e i luoghi del sapere in generale.

14:00 – 15:15 > Sala San Francesco | media-under-attack
Repressione e censura: come i giornalisti possono reagire agli attacchi +info►
Attacchi organizzati, sincronizzati, ispirati dallo Stato contro giornalisti, testate o contro l'idea stessa di notizie; una campagna sui social media che incita allo stupro di gruppo di una giornalista; la lapidazione dei veicoli di servizio di una rete televisiva; il capo del governo che insulta pubblicamente i direttori di giornale; la chiusura di testate; un boicottaggio pubblicitario; una cultura di minacce di morte e molestie legali indirizzate ai giornalisti; la prospettiva di una legislazione o di una giurisprudenza che limitano la libertà di stampa. Come possono reagire i giornalisti contro simili attacchi? Un'opzione è produrre un giornalismo migliore: inchieste più accurate, analisi più approfondite, redazioni più trasparenti. Ma quando è in gioco la democrazia stessa, quali opzioni sono disponibili per i giornalisti?

14:00 – 15:15 > Sala delle Colonne, Palazzo Graziani | tech-socialmedia
Il giornalismo può costringere le piattaforme alla trasparenza? +info►
Mentre le compagnie dietro le grandi piattaforme sono cresciute mediando gli aspetti fondamentali della nostra società, è emerso un problema centrale: chi dovrebbe costringerle alla trasparenza? Molti governi non vogliono o non sono in grado di governare lo spazio digitale, mentre la stampa e i giornalisti hanno guidato gli sforzi di comprendere meglio e documentare gli effetti dell'ecosistema sociale che passa per le piattaforme. Nel panel vedremo qual è il ruolo del giornalismo nel costringere le piattaforme alla trasparenza, e cercheremo di capire se sia sufficientemente attrezzato per questo ruolo, sempre più richiesto nella nostra società.

14:00 – 15:00 > Hotel Brufani - Sala Raffaello | workshop
Strumenti digitali per la raccolta e la verifica delle informazioni +info►
Questo workshop fornirà fornirà consigli e tecniche di ricerca pratici per ottenere di più da Google Search e Image Search. Vedremo strumenti di data journalism per ricerca e visualizzare alcune idee di storia, compreso un approfondimento su Google Trends. Utilizzando una varietà di strumenti di Google (e non solo) sarà possibile ottenere una formazione base per aiutare i giornalisti a verificare i contenuti trovati sui social media. Con esempi reali e con tecniche di verifica per Google Search, Image Search, Google Translate, Google Earth e YouTube. A cura di Google.

14:00 – 15:15 > Centro Servizi G. Alessi | panel-discussion
Il movimento Slow Journalism: per un consumo più "salutare" dell'informazione +info►
Come visto negli anni '80 con la diffusione del fast food in tutto il mondo, oggi le notizie veloci stanno invadendo ogni spazio di informazione, portando notizie inaccurate, non verificate e spesso completamente false al pubblico. Prendendo esempi dal successo del Movimento Slow Food, Slow Journalism ci porterà verso stili di vita più posati in generale, così come a forme migliori di giornalismo?

14:00 – 15:15 > Sala del Dottorato | panel-discussion
Oltre i confini: esperienze di giornalismo collaborativo internazionale +info►
Le storie non si fermano ai confini nazionali. Una maggiore collaborazione nel giornalismo è essenziale: argomenti come crimine internazionale, cambiamento climatico o migrazione colpiscono le persone, intere regioni ed economie in tutto il mondo. Una storia che si estende tra più paesi e continenti richiede ai giornalisti delle aree colpite di lavorare insieme per evidenziare le molteplici sfaccettature. È inoltre sempre più necessario far ascoltare voci e storie provenienti da regioni scarsamente rappresentate. Ma come possono i giornalisti creare e promuovere collaborazioni transnazionali? Quali sono i possibili effetti sulla transnazionalizzazione delle sfere pubbliche? Questo workshop discuterà nuove entusiasmanti ricerche nel campo del giornalismo transnazionale in Europa e negli Stati Uniti e offrirà approcci pratici alla portata di chiunque.

14:00 – 15:15 > Sala dei Notari | panel-discussion
ll caso David Rossi. Le inchieste, gli errori investigativi, la ricerca della verità +info►
Quale è la verità su David Rossi? Le indagini sulla scomparsa del manager del Monte dei Paschi, trovato morto la sera del 6 marzo 2013 nel vicolo sotto la finestra del suo ufficio, sono state archiviate per ben due volte dalla procura di Siena come suicidio. Solamente a distanza di quattro anni e grazie al lavoro di alcuni giornalisti sono emersi con evidenza non solo i limiti delle inchieste svolte dagli inquirenti, ma anche i numerosi errori compiuti che dimostrano come di tutto si può parlare fuorché di suicidio. Così, oggi, quanto accaduto a Rossi sembra destinato a diventare uno dei molti misteri italiani. Le carenze investigative e i dubbi sulla ricostruzione dei fatti sono stati rivelati da Davide Vecchi nel libro "Il caso David Rossi, un suicidio imperfetto" edito da Chiarelettere e pubblicato nell'ottobre 2017.

15:00 – 16:00 > Hotel Brufani - Sala Raffaello | in-conversation
Dove hanno sbagliato i media dedicati ai Millennial +info►
L'incontro con David Cohn guarderà alle testate dedicate ai millenial e a come hanno cambiato l'industria dell'informazione. Saranno elogiate fino a un certo punto. Ma si vedranno anche i principi alla base delle loro linee editoriali, e come questi hanno contribuito al divario politico che avvertiamo negli Stati Uniti e in molti altri paesi. La speranza è di fornire una diagnosi, identificare i sintomi e - se possibile - suggerire anche un rimedio per ciò che ci affligge. Moderato da Federica Cherubini.

15:00 – 16:30 > Teatro Morlacchi | in-conversation
Don Matteo: una fiction per promuovere il territorio, conquistando i giovani +info►
Don Matteo. Incontro speciale, organizzato in collaborazione con la Regione Umbria, con la fiction Don Matteo, serie prodotta da Lux Vide, in collaborazione con la Rai fiction. Come una fiction promuove il territorio e il turismo, conquistando i giovani. Modera Marianna Aprile.

15:15 – 16:30 > Sala San Francesco | panel-discussion
Tutti i segreti dell'ecosistema informativo +info►
Gli editori hanno bisogno di partner per la distribuzione se vogliono sopravvivere online. Ma l'ecosistema delle notizie vive un conflitto su ciò che rende equa la relazione tra piattaforme ed editori. Quanto traffico ottengono gli editori? Quanto stanno perdendo? Quali editori di quali paesi stanno andando bene, e quali sono le linee di tendenza? Qual è lo stato ideale per il mercato - che aspetto ha il successo? Guarderemo ai numeri usando le nuove ricerche condotte da Kaleida ed esploreremo dove si sta dirigendo l'ecosistema della notizia.

15:15 – 16:30 > Teatro della Sapienza | panel-discussion
Dove c'è strage di diritto, c'è strage di popoli. Un racconto inedito delle repressioni mondiali +info►
Lo stato diritto nel panorama internazionale vive una stagione di soppressione e negazione, la mappa della crisi si colora di nuove criticità ogni anno. Sono tanti i popoli che vivono una repressione continua e costante, popoli che vedono negata non solo la democrazia ma il loro diritto ad esistere. In questo panel, partendo dalla frase di Marco Pannella, illumineremo Paesi e storie, cercheremo di riportare l’attenzione su come l’Europa finanzi attivamente progetti di cooperazione in stati dove la democrazia è alle volte totalmente assente e dove partiti e movimenti di opposizione vengono messi al bando. Organizzato in collaborazione con Radio Radicale.

15:15 – 16:30 > Sala del Dottorato | tech-socialmedia
Automazione, realtà aumentata e intelligenza artificiale in redazione +info►
L'ascesa dell'Intelligenza Artificiale nelle redazioni è stata pubblicizzata sia come la prossima apocalisse che come potenziale salvezza del giornalismo. Ma come possiamo anche solo cominciare a capire se queste iperboli sono legittime? I robot si prenderanno davvero il nostro lavoro o ci permetteranno di fare giornalismo e analisi più sofisticati? Per comprendere i rischi e le opportunità di tutti questi nuovi strumenti, abbiamo bisogno di un quadro per valutare ogni aspetto e i relativi meriti. Riguarda l'automazione o la realtà aumentata? Si tratta di contenuti o processi? Questo panel esplorerà come WSJ, Mashable e Gruppo L'Espresso valutano e scelgono gli strumenti da integrare - e ascolteremo anche Wochit, una delle aziende tecnologiche, su come introdurre il cambiamento in una redazione senza che tutti temano per il proprio lavoro.

15:15 – 16:30 > Centro Servizi G. Alessi | tech-socialmedia
Editori e giornalisti: le questioni etiche in gioco lavorando con i social media +info►
Il 67% degli americani riceve le notizie attraverso i social media (Pew Research Center - Knight Foundation, 2017); gli editori svolgono un ruolo significativo nel rendere queste piattaforme più attraenti per gli utenti. In un contesto simile i giornalisti hanno la responsabilità di comprendere l'etica di queste piattaforme, come le supportano e cosa dovrebbero fare per parlare a nome dei lettori. La discussione includerà: Le piattaforme come Facebook e Google e la gestione del consenso; Condivisione dei dati tra piattaforme ed editori; Comprendere gli scopi della raccolta dei dati (cosa dovrebbero sapere gli utenti e i giornalisti?); Usare la relazione con le piattaforme per essere la voce dei lettori.

15:30 – 16:30 > Sala dei Notari | in-conversation
McMafia: dal giornalismo alla serie tv. Incontro con Mario Calabresi e Misha Glenny +info►
McMafia: dal giornalismo alla serie tv. Viaggio attraverso il nuovo crimine organizzato globale. Incontro con Misha Glenny, autore di McMafia. Modera Mario Calabresi. Nel libro McMafia (2008) Misha Glenny, ex corrispondente di BBC e Guardian, ha raccontato la mafia come fenomeno globalizzato:un'economia ombra che prospera accanto a quella ufficiale. Nel 2018 dal libro è stata prodotta una seria, trasmessa su Amazon Prime, che a dieci anni di distanza dal libro mostra come quella lettura del mondo criminale sia ancora di attualità. Parleremo con l'autore del libro, intervistato da Mario Calabresi, gettando uno sguardo sulle nuove mafie globalizzate.

16:00 – 17:15 > Hotel Brufani - Sala Raffaello | tech-socialmedia
Esperienze di robot journalism nel Sud del Mondo +info►
Come le redazioni nel Sud del mondo utilizzano droni, sensori e satelliti nel giornalismo investigativo. In Africa i droni hanno sorpreso bracconieri e hanno acceso un dibattito internazionale sulla disuguaglianza urbana, mentre le immagini satellitari stanno aiutando a smascherare la propaganda militare; i sensori, infine, stanno aiutando a combattere i livelli letali di smog da Lagos a Nuova Delhi. Nel panel vedremo dunque come queste tecnologie abbiano superato le aspettative.

16:00 – 17:00 > Hotel Brufani - Sala Priori | disinformation
Costruire e smascherare una campagna di disinformazione +info►
I partecipanti all'incontro si divideranno in gruppi per progettare una finta campagna di disinformazione mirata a manipolare i media per diffondere una storia falsa. In seguito, i gruppi condivideranno le tattiche impiegate, discutendo su come, da giornalisti, avrebbero seguito queste campagne.

16:15 – 17:30 > Palazzo Sorbello | ustoo
Molestie sessuali nelle redazioni +info►
Sono passati diversi anni da quando l'International News Safety Institute ha condotto un'indagine sulle molestie nelle redazioni, scoprendo che 1/3 delle giornaliste ha subito violenze o molestie nel corso del loro lavoro. Alla luce dello scandalo Weinstein, questo panel valuterà lo stato attuale dei media: quanto è sistemica la situazione per le giornaliste e perché continuano a sentirsi a disagio nell'andare avanti? Come si può creare un clima più favorevole a chi subisce abusi, parlando senza timore di incolpare le vittime o di avere la propria carriera minacciata?

16:30 – 17:30 > Sala San Francesco | books
Quando le persone "comuni" diventano notizia +info►
Cosa si prova a essere presenti, citati o semplicemente nominati in una notizia? Una famiglia di rifugiati, la sopravvissuta a una sparatoria, un elettore in Iowa: i punti di vista e le esperienze delle persone comuni sono una componente importante del giornalismo. Mentre molto è stato scritto su come i giornalisti lavorano e raccolgono storie, cosa scopriamo del giornalismo e degli atteggiamenti dei media concentrandoci sulle esperienze dei soggetti di cui parlano? In "Becoming the news. How ordinary People respond to the media spotlight", Ruth Palmer sostiene che comprendere le motivazioni e le esperienze di chi è stato stato inserito nelle notizie - volontariamente o meno - getta nuova luce sulla pratica del giornalismo e sull'importanza che molti continuano a porre sul ruolo dei media mainstream. Moderato da Anna Masera.

16:30 – 17:45 > Sala del Dottorato | humanitarian-crises
Rotte finanziarie e rotte migratorie +info►
Per mesi, i reporter che indagano sugli effetti delle iniezioni di fondi italiani ed europei in Nordafrica per fermare i flussi migratori ed esternalizzare il controllo delle frontiere hanno raccontato i percorsi che compie il denaro, che a loro volta modificano lo scenario sul campo e le rotte migratorie, spesso rendendole più pericolose e illegali di prima. Con loro esaminiamo la situazione in Libia, Tunisia, Niger, Etiopia.

16:30 – 17:45 > Sala della Vaccara | panel-discussion
Medio Oriente: come e perché sta cambiando il panorama dell’informazione +info►
"I media sono lo spazio entro cui nella nostra regione si giocano molte battaglie latenti di interessi", ha detto un collega nel riassumere il massiccio blocco dei siti di informazione che si è avuto di recente in Egitto. È opinione comune nella regione che i media (la proprietà, la gestione, il contenuto e il loro futuro) siano ora un'area di interesse nella lotta geopolitica per il dominio e la sopravvivenza. Uno scenario che passa per la capacità di controllare la tecnologia (dal blocco dei siti web alla ricerca di modi per aggirare il blocco), il controllo delle narrazioni (tramite proprietà, manipolazione di notizie false, vincoli legali, trolling) e l'enorme influenza esercitata da potenti piattaforme. Come assicurare al giornalismo che si pone contro il potere e ricerca la verità di poter continuare a esistere e a influenzare il pubblico?

16:45 – 17:45 > Sala dei Notari | in-conversation
Mosul Eye: il blogger che ha svelato al mondo le atrocità dell'ISIS +info►
Omar Mohammed, conosciuto con lo pseudonimo di Mosul Eye, è uno studente di storia che ha scritto e catalogato sul suo blog le atrocità dello Stato Islamico nella città irachena di Mosul. Per quasi due anni, ha documentato in segreto la vita nella sua città, parlando con le persone per strada, con i negozianti e con i guerrieri dell'Isis, testimoniando le esecuzioni pubbliche e la violenza quotidiana. Omar non è mai stato una spia, ha agito da storico infiltrato con lo scopo di informare il mondo su come l'estremismo stesse cambiando il volto di Mosul, scrivendone il presente, cancellando il suo passato e mettendo a rischio il futuro di tutti i suoi abitanti. Nessuno, neanche sua madre, sapeva cosa stesse facendo Omar. Nel 2015, ha lasciato l'Iraq e, passando dalla Turchia, è fuggito in Europa, dove si trova oggi e da dove continua il suo lavoro di ricostruzione storica anche in seguito alla liberazione di Mosul. A novembre dello scorso anno ha preso la decisione di rivelare la sua identità pubblicamente in un'intervista per Associated Press, nella quale rinnova il suo impegno per aiutare a ricostruire la sua città. Ad intervistare Omar Mohammed ci sarà Corrado Formigli che ha seguito da vicino e sul campo la battaglia per liberare Mosul.

16:45 – 17:45 > Teatro della Sapienza | panel-discussion
Etica e giornalismo +info►
L'etica attraversa ogni settore e aspetto della nostra società - affari, governo, sport, musica, tecnologia. Nel panel vedremo come sono seguiti i temi etici, come aderiamo a pratiche deontologiche nel farlo, e come navighiamo in un mondo dove a volte è difficile trovare punti cardinali che ci orientino. Moderato da Craig Silverman.

17:00 – 18:30 > Teatro Morlacchi | in-conversation
La Memoria, ‘nemico irreconciliabile’ di ogni razzismo +info►
“L’ebraismo mondiale è stato durante sedici anni, malgrado la nostra politica, un nemico irreconciliabile del fascismo”. Con queste parole Benito Mussolini annuncia a Trieste, il 18 settembre del 1938, la promulgazione delle leggi razziali. A ottant’anni di distanza la testimonianza, il racconto dell’orrore delle persecuzioni razziali, resta uno strumento indispensabile per preservare una memoria storica anche nelle nuove generazioni, perché solo attraverso la consapevolezza di ciò che è stato si può leggere il presente e costruire un futuro senza più razzismo. Cinema, sport, giornalismo: nessuno può sentirsi chiamato fuori dal dovere di informare. Con Walter Veltroni, Sarah Varetto e Matteo Marani.

17:30 – 18:45 > Hotel Brufani - Sala Raffaello | panel-discussion
Cosa vuole Putin davvero +info►
Qual è l'agenda politica di Putin nei confronti di Stati Uniti ed Europa? Dalla vittoria-shock di Trump alle presidenziali americane, l'ombra di Putin aleggia come uno degli attori chiave di quel successo, con inchieste e rapporti che hanno provato a documentare una lotta a colpi di disinformazione, hacking, propaganda online e trolling. Ma a ben guardare questa cortina di fumo, fatta di sospetti, indizi frammentari, testimonianze, rapporti di causa-effetto tra propaganda online e intenzioni di voto difficilmente dimostrabili, sembra essere il principale successo del Cremlino: l'idea di poter controllare a distanza i processi democratici di super-potenze. E, in controluce, mostrare la fragilità dei meccanismi di controllo, tra cui la stampa.

17:30 – 18:45 > Palazzo Sorbello | humanitarian-crises
Afghanistan: dall’intervento Nato all’emergenza Isis. Quali prospettive per il futuro del paese? +info►
A 17 anni dall’invasione dell’Afghanistan, la situazione del paese non accenna a migliorare. I colloqui di pace con i Talebani si sono fino ad ora rivelati fallimentari e il governo controlla oggi solo il 65.6% del territorio. Le rivalità regionali che vedono Pakistan, Iran, Russia, Stati Uniti e Cina rivaleggiare anche una volta in una sorta di Grande Gioco di proporzioni ancora maggiori rispetto al passato, contribuisce in larga parte alla situazione di instabilità attuale. La presenza dell’Isis nel paese si fa di giorno in giorno sempre più pressante, con nuovi combattenti che giungono sul terreno dopo la sconfitta in Siria. Gli attentati sono all’ordine del giorno e da gennaio a giugno del 2017 le vittime civili sono state 2,640. In questo contesto di instabilità sempre di più sono le persone costrette a fuggire e i paesi europei rimangono tra le principali mete di destinazione. Eppure l’Unione Europea ha deciso di porre un freno a questi arrivi, da una parte stipulando con il governo afghano il cosiddetto “Joint Way Forward Agreement”, il quale promette aiuti economici in cambio dell’accettazione dei rifugiati rimpatriati, e dall’altra classificando il paese come destinazione sicura. Ma qual è la situazione dei rifugiati afghani in Europa, e in particolare in Italia? Pongono davvero una minaccia alle società ospitanti? Le misure poste in essere dall’Unione Europea fermeranno davvero gli arrivi? E quale futuro attende gli afghani?

17:45 – 19:15 > Sala della Vaccara | panel-discussion
Costruiamo insieme una cassetta degli attrezzi contro la disinformazione +info►
Il dibattito intorno all'alfabetizzazione mediatica è spesso troppo focalizzato sull'impatto delle piattaforme di social media (in particolare Facebook e Twitter) da una parte, e sulla capacità e responsabilità dei cittadini nel valutare l'affidabilità dei contenuti. Nel frattempo, la disinformazione infesta l'ecosistema delle notizie, delegittimando giornalisti e redazioni. Se non viene fatto nulla, avrà gravi implicazioni sulle nostre democrazie e sui nostri organismi intermedi. Ciò che manca oggi rafforza la responsabilità dei giornalisti nell'affrontare la falsità ​​e coinvolgere il pubblico nell'identificazione e nella lotta alla disinformazione. Giornalisti e redazioni sono "l'anello mancante" nell'attuale dibattito sull'alfabetizzazione mediatica. L'incontro sarà una non-conferenza: l'ordine del giorno sarà definito dagli stessi partecipanti. Organizzato in collaborazione con Global Editors Network.

17:45 – 19:00 > Sala delle Colonne, Palazzo Graziani | panel-discussion
Il giornalismo ha ancora bisogno di Wikileaks? +info►
WikiLeaks è nato con un ideale molto giornalistico in mente: rendere trasparenti le organizzazioni meno trasparenti del mondo. Per anni ha fatto proprio questo. E il suo fondatore, l'hacker Julian Assange, non solo si è definito direttore di WikiLeaks, ma ha anche lavorato con successo con giornalisti tradizionali (come ancora accade), diffondendo alcune delle storie più interessanti dei primi anni del 2010. Dopo il ruolo di WikiLeaks nelle elezioni americane dello scorso anno, i critici sostengono che l'organizzazione e Assange siano diventati - per ingenuità o consapevolmente - agenti della propaganda russa, compromettendosi. I giornalisti dovrebbero fidarsi di WikiLeaks? Dovrebbero fidarsi di Julian Assange? Abbiamo bisogno di fidarci di loro? Dopotutto, l'idea più rivoluzionaria di WikiLeaks - fornire uno strumento per le fonti, senza e se e ma, rilasciare i documenti in modo completamente anonimo - è ora messa in pratica grazie ad altre realtà (come SecureDrop e GlobaLeaks). Quindi il mondo del giornalismo ha ancora bisogno di WikiLeaks?

17:45 – 19:00 > Sala del Dottorato | panel-discussion
Giornalisti vi presentiamo i nuovi Signori: quando sono i nerd a comandare +info►
La carta stampata sta morendo e sappiamo tutti che il digitale è il nostro futuro. Eppure, anno dopo anno, giornali dopo giornali, continuiamo a mettere al comando persone che provengono dalla carta stampata. Vediamo lo stesso fenomeno anche nelle trasmissioni. Sì, hai fantastici premi e decenni di esperienza nella gestione di una piattaforma tradizionale. Ma è ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento? Sarà così tra cinque anni? In breve, quando subentreranno i nerd? Considera questo panel - di nerd, ovviamente - un universo alternativo in cui i nerd sono seduti nell'ufficio del capo. In che modo le cose saranno diverse? Quali cambiamenti dobbiamo apportare e quali aspetti della nostra tradizione dobbiamo preservare a tutti i costi?

17:45 – 19:00 > Centro Servizi G. Alessi | media-under-attack
Isolamento, querele e bombe +info►
Le nuove tattiche per tagliare le gambe al giornalismo indipendente e come si reagisce lavorando in squadra. Dagli ultimi tragici omicidi di due giornalisti in Europa, all’incarceramento e all’isolamento di una giornalista in Azerbaijian, fino alle querele temerarie che tutti i giorni i giornalisti indipendenti devono fronteggiare, tre reti di giornalismo d’inchiesta vi presentano la ricetta per la resistenza.

18:00 – 19:00 > Hotel Brufani - Sala Priori | presentations
Automazione e fact-checking in tempo reale +info►
Come i robot aiutano i fact-checker. Bill Adair, professore di giornalismo alla Duke University e fondatore di PolitiFact, mostrerà nuove app e strumenti utilizzati dai fact-check della Duke Tech & Check Cooperative. Alcuni strumenti trovano affermazioni per il fact-checking nelle trascrizioni dei canali di notizie via cavo. Adair darà anche una dimostrazione di come funziona Share the Facts, il primo fact-checking ad attivazione vocale per Amazon Echo e FactStream, un'applicazione per smartphone che è stata testata durante il Discorso sullo Stato dell'Unione nel gennaio 2018.

18:00 – 19:00 > Sala dei Notari | in-conversation
Donne in marcia per la pace +info►
Incontro con Yael Deckelbaum e Meera Eilabouni del movimento Women Wage Peace. Modera Barbara Serra. Women Wage Peace nasce subito dopo gli scontri sanguinosi del 2014. Migliaia di donne arabe e ebree insieme, unite chiedono un accordo politico per la pace e l'inclusione delle donne nei negoziati. Ad ottobre 2017 per il secondo anno israeliane, palestinesi, donne di destra, sinistra, centro, laiche, religiose hanno marciato insieme, tra canti, balli, preghiere, per una settimana attraversando i Territori e Israele e chiedendo a gran voce la fine del conflitto.

18:00 – 19:00 > Teatro della Sapienza | books
1971. L'anno d'oro del rock +info►
Presentazione del libro 1971. L'anno d'oro del rock di David Hepworth. Modera Luca Valtorta. Il 1970, con lo scioglimento ufficiale dei Beatles, segna la conclusione simbolica degli anni Sessanta. Archiviata traumaticamente un’era musicale, se ne apre una interamente nuova, in un misto di aspettative e delusioni, paure e slanci creativi. Il 1971, il primo anno del nuovo e all’apparenza fragile decennio, si dimostrerà alla fine tra i più fertili e innovativi di tutta la storia del rock, lasciando un’eredità che a distanza di quasi mezzo secolo continua a essere fortemente sentita nel panorama musicale contemporaneo. Seguendo un filo cronologico, ma arricchendo la narrazione con libere associazioni, approfondimenti o semplici curiosità, il critico inglese David Hepworth racconta eventi noti e meno noti di un anno irripetibile. La prima visita di David Bowie negli Stati Uniti, da cui scaturirà l’idea del personaggio di Ziggy Stardust. Le leggendarie sedute di registrazione agli studi A&M di Hollywood, dove negli stessi giorni vengono incisi Tapestry di Carole King e Blue di Joni Mitchell, i due capolavori del cantautorato femminile del decennio. La nascita della prima catena di negozi di dischi su scala mondiale, la Tower Records, e quella del primo programma televisivo dedicato alla black music, Soul Train. E poi il matrimonio di Mick Jagger, l’infortunio di Frank Zappa, la morte di Jim Morrison… Tra songwriter romantici e rockstar in fuga dal fisco, produttori avventurosi e discografici spregiudicati, ideatori di trasmissioni radiofoniche e inventori di strumenti elettronici, 1971 compone, con rigore e un tocco di nostalgia, una cronistoria inedita dell’«anno d’oro del rock».

19:00 – 20:45 > Teatro della Sapienza | documentaries
Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte +info►
Proiezione del documentario "Hitler contro Picasso" e gli altri, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con la partecipazione di Sky Arte HD, per la regia di Paolo Poli con la partecipazione straordinaria e la voce narrante di Tony Servillo. Sono due i modi in cui ottant'anni fa il nazismo mise le mani sull'arte: tentando di distruggere ogni traccia delle opere classificate come 'degenerate' e attuando in tutta Europa un sistematico saccheggio di arte antica e moderna.

21:00 – 23:00 > Sala dei Notari | in-conversation
Il Dolore del Mare. Incontro con Vanessa Redgrave +info►
Proiezione del documentario "Sea Sorrow - Il Dolore del Mare". Segue dibattito e Q&A con Vanessa Redgrave, Carlo Nero e Carlotta Sami. Modera Barbara Serra. "Sea Sorrow - Il Dolore del Mare" segna il debutto alla regia di Vanessa Redgrave in collaborazione con il figlio Carlo Nero, qui in veste di produttore del film. L’opera, ricca di spunti di riflessione e meditazione, è stata girata in Grecia, Libano, Italia, Calais e Londra, e in essa Vanessa Redgrave si mette sulle tracce della storia passata e presente dei rifugiati in Europa. Redgrave ripercorre episodi della sua storia personale, in particolare di quando all’età di due anni dovette fuggire da Londra agli albori dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale; o ancora del periodo da studentessa in cui si dedicò al volontariato in aiuto dei rifugiati ungheresi; per finire con il viaggio intrapreso in Libano per incontrare un bambino palestinese di tre anni che si trovava in un campo per rifugiati. Il laburista Lord Alf Dubs riflette sulla sua fuga dai nazisti e del suo arrivo a Londra come rifugiato dalla Cecoslovacchia grazie all’operazione Kindertransport e spiega la ragione per cui è tanto dedito all’assistenza ai minori rifugiati attraverso il suo continuo impegno affinchè essi ottengano in Inghilterra la protezione che spetta loro di diritto. L’impegno di Alf è stato di ispirazione per molte persone in Inghilterra, spingendole a dare il loro contributo in aiuto dei minori rifugiati. Sir Peter Sutherland, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per le Migrazioni, ha espresso in modo chiaro e risoluto che i governi europei non devono interrompere le convenzioni stipulate in merito alla possibilità di asilo per i rifugiati. Ralph Fiennes, Emma Thompson e Simon Coates hanno contribuito alla realizzazione di alcune scene del film incentrate sui rifugiati; mentre la coraggiosa Juliet Stevenson, che ha passato nove mesi lavorando per i bambini di Calais assieme alle associazioni Help Refugees, Citizens UK e Safe Passage, ha espresso in pubblico il suo pensiero durante un comizio tenutosi a Parliament Square. La pellicola include anche scene ispirate all’opera La Tempesta di Shakespeare, in cui Fiennes interpreta il ruolo di Prospero. Assieme alle interpretazioni artistiche, il film include testimonianze reali e attuali di rifugiati sopravvissuti ai recenti conflitti moderni e alle persecuzioni che affliggono il Medio Oriente e l’Africa.

22:00 – 23:30 > Teatro Morlacchi | theatre-shows
Propaganda Live +info►
Video, spiegoni, tutorial, social, fumetti, la musica della Propaganda Live Orchestra. Tutto questo in una serata live assieme all'originale 'compagnia di giro' capitanata da Diego Bianchi. Un appuntamento cult del Festival.

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