Contenuti digitali: nuovi diritti d’uso, riuso e responsabilità

16 aprile 2018

Domenica mattina, ultimo giorno della dodicesima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, alla sala Priori dell’Hotel Brufani si è parlato di diritto d’autore con Matteo Jori, avvocato e Professore a Contratto di Diritto dei Prodotti Digitali e Comunicazione Digitale, presso l’Università degli Studi di Milano, esperto di diritto delle nuove tecnologie e dei nuovi media, con particolare riferimento ai profili di proprietà intellettuale. L’incontro, organizzato in collaborazione con il Centro di Ricerca Coordinato in Information Society Law dell’Università degli Studi di Milano. ha lo scopo di definire possibilità e limiti d'uso dei contenuti digitali, fornendo risposte ai più ricorrenti interrogativi in materia di riuso dei contenuti, rassegne stampa digitali, responsabilità del giornalista, obblighi e modalità di citazione delle fonti online. La discussione ha preso avvio dalla definizione del diritto d’autore che nasce per consentire appunto agli autori di controllare il numero di riproduzioni della propria opera e quindi i processi di diffusione e distribuzione e le possibilità di sfruttamento economico dell’opera. Al diritto di copia, che è una facoltà primaria, si affianca il diritto d’uso  (ovvero il diritto di utilizzo di un’opera a prescindere dalle finalità), il diritto di riproduzione, di modifica, quello di distribuzione e quello di creare opere derivate da un opera originale realizzata da qualcun’altro. Questo processo di parcellizzazione dei diritti di proprietà intellettuale ha fatto si che da un lato siano stati riconosciuti sempre più diritti agli autori, e quindi la possibilità di controllare le modalità d’uso e di sfruttamento delle proprie opere, dall’altro si riducono e si restringono le facoltà riconosciute agli utilizzatori dei contenuti. Tutto ciò porta a una sorta di corto circuito tra quello che è lecito fare e quello che l’utilizzatore comune ha la percezione che sia giusto o meno fare. L’esercizio del diritto di copia è diventato più semplice sotto tre profili differenti: il tempo in primis, poi il costo e soprattutto la qualità della copia. I contenuti digitali offrono quindi possibilità d'uso e di rielaborazione delle informazioni estremamente flessibili ed efficaci. Il progressivo processo di dematerializzazione di tutti i contenuti ha radicalmente modificato gli schemi stessi di fruizione e di distribuzione delle informazioni. Sono dunque tante e delicate le questioni di ordine giuridico connesse all'elaborazione e alla diffusione dei contenuti digitali in rete e che Jori ha ampiamente spiegato utilizzando anche degli esempi pratici.

Stefania Fiorilla