2019-04-4 11:00:00 2019-04-4 12:00:00 Europe/Rome Info Data è una startup nata dentro al Sole 24 Ore. Nel 2011 un manager e un giornalista con la passione per la statistica e l’informatica, prendono un blog e lo trasformano in uno spazio sperimentale di data journalism. Si comincia con il pubblicare grafici in forma Pdf presi dal giornale di carta. Testi brevi, utili per ricreare il contesto dei dati e della notizia e la “figura”. Si passa così a pubblicare infografiche originali, più complesse e a sperimentare i software per l’analisi dei dati. L’idea inziale è quella di fare parlare i numeri attraverso un linguaggio vicino a manager e professionisti. Presto però l’esigenza diventa quella di immaginare delle dashboard interattive, molto semplici, capaci di contenere sempre più informazioni quantitative. Servono contenuti navigabili all’interno dei quali i lettori siano in grado di cercare da soli le notizie. Si sceglie così di utilizzare tool di dataviz più articolati e linguaggi come R per interrogare grandi moli di dati. La redazione-diffusa si allarga a giornalisti, statistici, matematici e appassionati di analisi quantitative. Lavoriamo insieme al Master di Data Science dell’Università Bicocca di Milano per aggredire con strumenti nuovi grandi database. Cerchiamo correlazioni e interroghiamo con la statistica cluster complessi. Il blog cresce come lettori e diventa una “posizione” fissa del sito del Sole 24 Ore. L’approccio sempre più ortodosso punta a cercare le notizie sulla base dell’interrogazione statistica di database. Lo slogan è “le notizie raccontate con i numeri”. Ma in realtà più che dare una misura quantitativa ai fatti diventa urgente, soprattutto in epoca di fake news, ricostruire gli ecosistemi economici all’interno dei quali nascono le notizie. Questi ecosistemi nella nostra testa assomigliano sempre di più a manageriali, simulazioni e a business game. Quello che racconteremo nel workshop è il metodo giornalistico che seguiamo: quali database e quindi quali fonti interroghiamo, da quali assunti partiamo nell’analisi dei contesti, come decliniamo l’informazione digitale con i tempi dell’analisi dei dati. Oltre all’organizzazione della newsroom sarà il momento di ragionare insieme sull’applicazione di questi strumenti fuori dal campo del giornalismo ma con le logiche che appartengono a questo mestiere. E infine, provare a guardare ai prossimi progetti per generare nuovi prodotti e nuovi processi di informazione. L’obiettivo di Info Data oggi è diventare una parte del processo creativo digitale e non solo un tavolo interdisciplinare dove sviluppatori, grafici e giornalisti possono studiare long form e nuovi formati. Stiamo provando a uscire dai confini sempre più stretti dell’editoria per collaborare con aziende e istituzione in progetti di comunicazione e studio. Quello che vorremmo contribuire a definire è una forma di analisi dei fatti attraverso la simulazione degli ecosistemi all’interno dei quali si generano le notizie. Un po’ di pancia del giornalista, di senso della notizia e molto rigore statistico. Il metodo è quello del ricercatore ma il linguaggio e la sensibilità è del giornalista. Centro Servizi G. Alessi - Perugia

Info Data è una startup nata dentro al Sole 24 Ore. Nel 2011 un manager e un giornalista con la passione per la statistica e l’informatica, prendono un blog e lo trasformano in uno spazio sperimentale di data journalism. Si comincia con il pubblicare grafici in forma Pdf presi dal giornale di carta. Testi brevi, utili per ricreare il contesto dei dati e della notizia e la “figura”. Si passa così a pubblicare infografiche originali, più complesse e a sperimentare i software per l’analisi dei dati. L’idea inziale è quella di fare parlare i numeri attraverso un linguaggio vicino a manager e professionisti. Presto però l’esigenza diventa quella di immaginare delle dashboard interattive, molto semplici, capaci di contenere sempre più informazioni quantitative. Servono contenuti navigabili all’interno dei quali i lettori siano in grado di cercare da soli le notizie. Si sceglie così di utilizzare tool di dataviz più articolati e linguaggi come R per interrogare grandi moli di dati. La redazione-diffusa si allarga a giornalisti, statistici, matematici e appassionati di analisi quantitative. Lavoriamo insieme al Master di Data Science dell’Università Bicocca di Milano per aggredire con strumenti nuovi grandi database. Cerchiamo correlazioni e interroghiamo con la statistica cluster complessi. Il blog cresce come lettori e diventa una “posizione” fissa del sito del Sole 24 Ore. L’approccio sempre più ortodosso punta a cercare le notizie sulla base dell’interrogazione statistica di database. Lo slogan è “le notizie raccontate con i numeri”. Ma in realtà più che dare una misura quantitativa ai fatti diventa urgente, soprattutto in epoca di fake news, ricostruire gli ecosistemi economici all’interno dei quali nascono le notizie. Questi ecosistemi nella nostra testa assomigliano sempre di più a manageriali, simulazioni e a business game.

Quello che racconteremo nel workshop è il metodo giornalistico che seguiamo: quali database e quindi quali fonti interroghiamo, da quali assunti partiamo nell’analisi dei contesti, come decliniamo l’informazione digitale con i tempi dell’analisi dei dati. Oltre all’organizzazione della newsroom sarà il momento di ragionare insieme sull’applicazione di questi strumenti fuori dal campo del giornalismo ma con le logiche che appartengono a questo mestiere. E infine, provare a guardare ai prossimi progetti per generare nuovi prodotti e nuovi processi di informazione. L’obiettivo di Info Data oggi è diventare una parte del processo creativo digitale e non solo un tavolo interdisciplinare dove sviluppatori, grafici e giornalisti possono studiare long form e nuovi formati. Stiamo provando a uscire dai confini sempre più stretti dell’editoria per collaborare con aziende e istituzione in progetti di comunicazione e studio. Quello che vorremmo contribuire a definire è una forma di analisi dei fatti attraverso la simulazione degli ecosistemi all’interno dei quali si generano le notizie. Un po’ di pancia del giornalista, di senso della notizia e molto rigore statistico. Il metodo è quello del ricercatore ma il linguaggio e la sensibilità è del giornalista.