Come le redazioni nel Sud del mondo utilizzano droni, sensori e satelliti nel giornalismo investigativo.

In Africa i droni hanno sorpreso bracconieri e hanno acceso un dibattito internazionale sulla disuguaglianza urbana, mentre le immagini satellitari stanno aiutando a smascherare la propaganda militare; i sensori, infine, stanno aiutando a combattere i livelli letali di smog da Lagos a Nuova Delhi. Nel panel vedremo dunque come queste tecnologie abbiano superato le aspettative.

Tanzania-Sudafrica: Justin Arenstein parlerà della nuova ambiziosa rete AfricanDRONE, che utilizza i droni per tutto, dalla disuguaglianza urbana ai crimini ambientali nel continente, e ricorre agli idrofoni (sensori subacquei) per tracciare la pesca illegale di dinamite al largo di Zanzibar. Kenya-Somalia: Catherine Gicheru racconterà dell'utilizzo di immagini satellitari e analisi forensi di foto e video dai social media per smascherare la propaganda militare sui combattimenti in zone difficili da raggiungere, come la Somalia e il Kenya. Indonesia-Mozambico: Jacopo Ottaviani illustrerà l'utilizzo di microfoni a terra per rintracciare il disboscamento illegale in Indonesia, oltre all'uso dei satelliti per documentare dragaggi illegali in Nigeria e il land-grabbing in Mozambico e Sud Africa. India: Nasr ul Hadi parlerà di come piccole e grandi redazioni in India hanno sperimentato l'uso di sensori per sensibilizzare i cittadini sul tema della qualità dell'aria, in particolare in metropoli come Nuova Delhi, rinomata per lo smog invernale.

A moderare l'incontro Chris Roper.

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