2019-04-6 18:00:00 2019-04-6 19:00:00 Europe/Rome Fin dalle prime ore successive alla strage avvenuta il 14 febbraio 2018 alla Marjory Stoneman Douglas High School a Parkland, Florida, in cui sono morte diciassette persone e ferite altrettante, un gruppo di studenti sopravvissuti al massacro ha sentito la necessità di creare un movimento affinché l'orrore vissuto non si ripetesse più. A cinque giorni dalla sparatoria è nato #NeverAgain per ricordare all'America che quanto accaduto non era avvenuto per caso e che avrebbe potuto essere evitato. L'obiettivo da raggiungere era chiaro: controlli più severi per gli acquirenti di armi attraverso l'approvazione di leggi restrittive. Snapchat, Twitter, Facebook sono stati da subito uno strumento fondamentale per diffondere iniziative e comunicare direttamente, senza intermediari, un messaggio forte e deciso a coetanei e media. I risultati delle attività intraprese sono stati raccolti immediatamente: dopo poco più di una settimana dal massacro una serie di multinazionali ha interrotto i rapporti con la National Rifle Association, (NRA), la potente lobby delle armi negli USA. Dopo 20 giorni l'Oregon è diventato il primo stato ad adottare una legge sul controllo delle armi, proibendo l'acquisto e la detenzione di armi da fuoco e munizioni a chi aveva precedenti di violenza domestica o era sottoposto a ingiunzioni restrittive. Per mettere ulteriore pressione, raccogliere consenso e raggiungere il loro obiettivo, i ragazzi di Parkland hanno organizzato a Washington DC, il 24 marzo 2018, un evento di portata nazionale, la “March for Our Lives”, che ha visto la partecipazione di 800.000 persone. A distanza di tre mesi dalla "March for Our Lives", il 15 giugno 2018 è partita la "March for Our Lives: Road to Change", un tour in autobus che ha toccato 20 Stati americani scelti tra quelli più colpiti dalla violenza armata o dove è fortemente diffusa la cultura delle armi. Nell'arco di due mesi, il tour ha effettuato circa 50 fermate per spiegare ai cittadini le riforme proposte e chieste ai legislatori per il controllo delle armi e invitare i giovani a registrarsi al voto, in vista delle elezioni di metà mandato che si sarebbero svolte nel novembre successivo. A un anno dalla strage sono state approvate 67 leggi sul controllo delle armi in 26 Stati e a Washington D.C., dove gli elettori si sono espressi con un referendum a favore di restrizioni sull'acquisto e il possesso. Alle elezioni di metà mandato i candidati sostenuti dalla NRA sono stati respinti in modo schiacciante. Nell'arco del 2019 sono almeno 20 gli Stati che hanno in calendario l'esame di progetti di legge sul controllo delle armi da fuoco. Jaclyn Corin e David Hogg, sopravvissuti alla strage e fra i fondatori di "March for Our Lives", saranno a Perugia per raccontare la loro esperienza e come nasce un movimento di massa dal basso e l’impegno dei giovani per cambiare davvero le cose. Teatro Morlacchi - Perugia

Fin dalle prime ore successive alla strage avvenuta il 14 febbraio 2018 alla Marjory Stoneman Douglas High School a Parkland, Florida, in cui sono morte diciassette persone e ferite altrettante, un gruppo di studenti sopravvissuti al massacro ha sentito la necessità di creare un movimento affinché l'orrore vissuto non si ripetesse più.

A cinque giorni dalla sparatoria è nato #NeverAgain per ricordare all'America che quanto accaduto non era avvenuto per caso e che avrebbe potuto essere evitato. L'obiettivo da raggiungere era chiaro: controlli più severi per gli acquirenti di armi attraverso l'approvazione di leggi restrittive.

Snapchat, Twitter, Facebook sono stati da subito uno strumento fondamentale per diffondere iniziative e comunicare direttamente, senza intermediari, un messaggio forte e deciso a coetanei e media.

I risultati delle attività intraprese sono stati raccolti immediatamente: dopo poco più di una settimana dal massacro una serie di multinazionali ha interrotto i rapporti con la National Rifle Association, (NRA), la potente lobby delle armi negli USA. Dopo 20 giorni l'Oregon è diventato il primo stato ad adottare una legge sul controllo delle armi, proibendo l'acquisto e la detenzione di armi da fuoco e munizioni a chi aveva precedenti di violenza domestica o era sottoposto a ingiunzioni restrittive.

Per mettere ulteriore pressione, raccogliere consenso e raggiungere il loro obiettivo, i ragazzi di Parkland hanno organizzato a Washington DC, il 24 marzo 2018, un evento di portata nazionale, la “March for Our Lives”, che ha visto la partecipazione di 800.000 persone.

A distanza di tre mesi dalla "March for Our Lives", il 15 giugno 2018 è partita la "March for Our Lives: Road to Change", un tour in autobus che ha toccato 20 Stati americani scelti tra quelli più colpiti dalla violenza armata o dove è fortemente diffusa la cultura delle armi. Nell'arco di due mesi, il tour ha effettuato circa 50 fermate per spiegare ai cittadini le riforme proposte e chieste ai legislatori per il controllo delle armi e invitare i giovani a registrarsi al voto, in vista delle elezioni di metà mandato che si sarebbero svolte nel novembre successivo.

A un anno dalla strage sono state approvate 67 leggi sul controllo delle armi in 26 Stati e a Washington D.C., dove gli elettori si sono espressi con un referendum a favore di restrizioni sull'acquisto e il possesso. Alle elezioni di metà mandato i candidati sostenuti dalla NRA sono stati respinti in modo schiacciante. Nell'arco del 2019 sono almeno 20 gli Stati che hanno in calendario l'esame di progetti di legge sul controllo delle armi da fuoco.

Jaclyn Corin e David Hogg, sopravvissuti alla strage e fra i fondatori di "March for Our Lives", saranno a Perugia per raccontare la loro esperienza e come nasce un movimento di massa dal basso e l’impegno dei giovani per cambiare davvero le cose.