Al netto degli auspici ambientali e dei propositi delle Cop sulla decarbonizzazione, diventa sempre più chiaro che Italia ed Europa dipendono e dipenderanno dal gas almeno fino al 2050. La guerra russa in Ucraina ha sì liberato Italia e Germania dalla dipendenza del gas russo ma ne ha creato un'altra verso Stati altrettanto autoritari - Algeria (già ora il maggior fornitore di gas dell'Italia), Qatar ed Egitto su tutti. E mentre i conflitti più vicini ai confini europei, Gaza e Ucraina, spaventano il Vecchio Continente, altri paesi da cui importiamo il gas, soprattutto quello in versione liquefatta, hanno dinamiche interne proiettate al protezionismo (Usa, Turchia). Se è vero che gli esperti prevedono che dal 2025 dovrebbe esserci un'abbondanza di gas che dovrebbe far abbassare i prezzi, è altrettanto innegabile che il mercato del gas, basato sulla finanziarizzazione del prezzo, ha mostrato di essere soggetto a speculazioni che i governi non riescono a controllare. Come ne usciamo? Quanto è lungimirante affidarsi di nuovo a una fonte fossile, passando dall'era del petrolio all'era del gas?

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