TORN- Strappati di Alessandro Gassman. L’arte e il giornalismo in tempo di guerra

11 aprile 2016

10 Aprile 2016, Sala dei Notari
Torn- strappati è un film-documentario prodotto da Alessandro Gassman realizzato in collaborazione con UNHCR Italia  sulla  guerra, le immigrazioni ed emigrazioni, la vita di chi è costretto a scappare e a lasciare la propria terra. A parlarne Carlotta Sami portavoce dell’UNHCR, Patrick Kingsley corrispondente per i migranti del Guardian (premiato per il suo lavoro The Journey che racconta il viaggio di un rifugiato siriano attraverso il Mediterraneo), Alaa Arsheed violinista siriano , Isaac Martin musicista. Il film,racconta la vita e le speranze degli artisti siriani rifugiati in Giordania e Libano e Alaa Arsheed è uno dei protagonisti del documentario, fuggito dalla Siria con il suo violino e ora in Italia grazie anche a una borsa di studio.
Alessandro Gassman non era presente al dibattito tenutosi a Perugia per motivi di lavoro che lo hanno trattenuto.
Il documentario illustra come l'arte nel suo divenire espressione dell' interiorità complessa di chi appartiene a questi popoli; così come comunicazione del  del proprio vissuto e di come talvolta anche si riveli indispensabile mezzo di denuncia di eventi che accadono nel proprio paese di origine.
Originali le interviste dei vari artisti non solo libanesi, ma anche siriani, libanesi e emigrati che vivono ormai negli USA. Chi si è ormai adattato al mondo occidentale guarda non senza denuncie morali al proprio passato ed esprime il desiderio di potervi ritornare in quei luoghi definiti del cuore.
Il sangue che scorre nelle vene, il cuore che pulsa non sarà mai completamente occidentale; c'è la forte voglia di comunicare nella loro patria, la volontà, la richiesta il grido del diritto di espressione. Un'espressione che possa aiutare, costruire, ricordare cambiare queste realtà soffocate dal sangue che si mischia all'aria. "Sono  nato in Siria meridionale in una zona di montagna e ho passato lì la miglior parte della mia vita - ha affermato Arsheed- ho iniziato a suonare  il violino a  8 anni . " Nell'epoca di una dittatura lunga 40 anni Alaa Arsheed ha coltivato il suo sogno per aiutare la sua famiglia; un giorno è arrivato Gassman e Alaa è arrivato in Italia dove ha ottenuto asilo.
Nel 2011 è partito il movimento per il cambiamento ed il musicista siriano ha deciso di contribuire a rovesciare il sistema. A 5 anni di distanza dalle prime mobilitazioni attive, dove la paura della gente per la reazione da parte del governo era forte, Alaa è ora un uomo felice di esprimere il suo vissuto. "Il mio sogno si è avverato- ha detto- ora vedo la bellezza delle cose, la gente è un seme."
Patrick Kingsley che ha comunicato in diretta Skype da Istanbul ha detto che ci troviamo attualmente in una situazione migliore da quando l'UE cerca l'accordo con Turchia.
"Ricordo Smirne con negozi pieni più di giubbotti salvagente che di indumenti; ricordo che ogni giorno i magazzini rifornivano i negozi due volte. Oggi non è più così, ma certo le tragedie non mancano" - ha dichiarato il giornalista di The Guardian.
Quanto a Isaac Martin ha spiegato come questa esperienza da musicista, quindi professionale, con Alaa così come la collaborazione con Gassman lo abbiano aiutato ad apprezzare la bellezza del mondo. "Siamo talmente abituati alla bellezza, che per noi è come esserne assuefatti; siamo ciechi davanti ad essa".
Le arti possono salvare dalla guerra, istruire sulla guerra, essere istruite dalla guerra e prevenire la guerra del futuro. Un  contenuto profondo nel quale non esistono metafore ma solo verità.

Noemi Distefano