Attiviste in prima linea per la libertà di espressione

2017-04-6 14:00:00 2017-04-6 15:00:00 Europe/Rome Attiviste in prima linea per la libertà di espressione #ijf17 Due donne, due storie di diritti negati, di persecuzioni e del prezzo che i regimi autoritari impongono a chi cerca verità e si batte per la libertà di espressione. Conosceremo la storia di Maryam Al-Khawaja, attivista che in Bahrain ha avuto un ruolo di primo piano nelle proteste di Piazza della Perla: mentre tornava in patria per visitare il padre, impegnato a protestare in carcere con uno sciopero della fame che lo aveva ridotto in fin di vita, è stata aggredita e incarcerata per 19 giorni, e poi costretta all’esilio per una condanna pretestuosa. E quella di Khadija Ismayilova, giornalista dell’Azerbaigian che, per essersi occupata della famiglia del presidente Alyev, ha subito ricatti e intimidazioni, fino all’arresto e alla condanna a sette anni nel 2015. Solo grazie a una mobilitazione internazionale di colleghi – tra cui Miranda Patrucic – e attivisti è tornata in libertà. A Khadija è impedito di lasciare l’Azerbaigian, interverrà via Skype. A moderare l’incontro la giornalista Marina Petrillo. Sala del Dottorato - Perugia

incontro con | con traduzione simultanea in inglese/italiano

14:00 - 15:00   giovedì 6/04/2017

Sala del Dottorato

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Maryam Al-Khawaja
consulente per i diritti umani
Khadija Ismayilova
OCCRP (via Skype)
Marina Petrillo
giornalista e scrittrice

Due donne, due storie di diritti negati, di persecuzioni e del prezzo che i regimi autoritari impongono a chi cerca verità e si batte per la libertà di espressione.

Conosceremo la storia di Maryam Al-Khawaja, attivista che in Bahrain ha avuto un ruolo di primo piano nelle proteste di Piazza della Perla: mentre tornava in patria per visitare il padre, impegnato a protestare in carcere con uno sciopero della fame che lo aveva ridotto in fin di vita, è stata aggredita e incarcerata per 19 giorni, e poi costretta all’esilio per una condanna pretestuosa.

E quella di Khadija Ismayilova, giornalista dell’Azerbaigian che, per essersi occupata della famiglia del presidente Alyev, ha subito ricatti e intimidazioni, fino all’arresto e alla condanna a sette anni nel 2015. Solo grazie a una mobilitazione internazionale di colleghi – tra cui Miranda Patrucic – e attivisti è tornata in libertà. A Khadija è impedito di lasciare l’Azerbaigian, interverrà via Skype.

A moderare l’incontro la giornalista Marina Petrillo.