Esiste una formula giuridica per calcolare l'area di tolleranza della libertà d'espressione? Come si misurano per legge le distanze tra l'irresponsabilità della piattaforma di social network, le procedure semplificate di notice&takedown ed il controllo preventivo che diviene scelta editoriale? Terrorismo, cyberbullismo, hate speech e fake news sono validi parametri per tracciare quell'area? A quali condizioni? E se una formula esiste, può l'algoritmo applicarla in trasparenza, senza generare oscure black box in grado di filtrare magicamente ciò che non si può dire, ciò che non si può diffondere e fin anche ciò che non corrisponde a verità? Vorremmo provare a rispondere, come avvocati, partendo da alcuni casi concreti e di diretta esperienza.

Organizzato in collaborazione con le Cattedre di “Informatica Giuridica”, “Informatica Giuridica Avanzata” e i Corsi di Perfezionamento in “Investigazioni Digitali” e in “Data Protection” dell’Università degli Studi di Milano (Prof. Giovanni Ziccardi – Prof. Pierluigi Perri).