Cyber-security e diritti umani

2018-04-11 15:00:00 2018-04-11 16:00:00 Europe/Rome Cyber-security e diritti umani #ijf18 La tecnologia ha una doppia faccia: da un lato, essa contribuisce ad amplificare e rendere più efficace l'esercizio della libertà di comunicazione ed espressione, a fare crescere i movimenti per i diritti umani nel mondo e le azioni di solidarietà e a renderne più efficace e veloce la capacità d'impatto e di denuncia. Dall'altro, essa diventa, nelle mani sbagliate, una pericolosa nemica dei diritti umani. Sono note le pratiche di sorveglianza mirata e di massa, di intercettazione di informazioni sensibili e di scambi confidenziali con vittime e testimoni di violazioni, di commercio da parte di imprese occidentali di tecnologie di intrusione a beneficio di paesi non rispettosi dei diritti umani. Il numero degli attivisti on-line arrestati e processati è costantemente in aumento e mentre fioriscono legislazioni punitive nei confronti di chi usa la tecnologia per criticare governi e denunciare torture e altri crimini, il bilanciamento tra sicurezza e protezione dei diritti umani rappresenta una sfida quanto mai attuale anche nei paesi più democratici. Organizzato in collaborazione con il Centro di Ricerca Coordinato in Information Society Law dell’Università degli Studi di Milano. Hotel Brufani - Sala Priori - Perugia

law&order | in lingua italiana (senza traduzione)

15:00 - 16:00   mercoledì 11/04/2018

Hotel Brufani - Sala Priori

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Angelica Bonfanti
Università degli Studi di Milano
Riccardo Noury
portavoce Amnesty International Italia

La tecnologia ha una doppia faccia: da un lato, essa contribuisce ad amplificare e rendere più efficace l'esercizio della libertà di comunicazione ed espressione, a fare crescere i movimenti per i diritti umani nel mondo e le azioni di solidarietà e a renderne più efficace e veloce la capacità d'impatto e di denuncia. Dall'altro, essa diventa, nelle mani sbagliate, una pericolosa nemica dei diritti umani. Sono note le pratiche di sorveglianza mirata e di massa, di intercettazione di informazioni sensibili e di scambi confidenziali con vittime e testimoni di violazioni, di commercio da parte di imprese occidentali di tecnologie di intrusione a beneficio di paesi non rispettosi dei diritti umani. Il numero degli attivisti on-line arrestati e processati è costantemente in aumento e mentre fioriscono legislazioni punitive nei confronti di chi usa la tecnologia per criticare governi e denunciare torture e altri crimini, il bilanciamento tra sicurezza e protezione dei diritti umani rappresenta una sfida quanto mai attuale anche nei paesi più democratici.

Organizzato in collaborazione con il Centro di Ricerca Coordinato in Information Society Law dell’Università degli Studi di Milano.










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