La Guerra nell’ex Iugoslavia è iniziata nel 1991. La Slovenia è stata la prima delle sei repubbliche a muoversi verso l’autonomia, poi la guerra per l’indipendenza della Croazia ha accelerato la definitiva dissoluzione della Iugoslavia. La guerra civile in Bosnia e in Kosovo negli anni novanta ha inoltre portato al peggiore e più sanguinoso conflitto sul suolo dell’Europa nella sua storia recente.

Sono passati venticinque anni dall’inizio di questo processo e i Balcani tutt’oggi rappresentano il simbolo del più atroce conflitto europeo dalla Seconda Guerra Mondiale. I Balcani si trovano a pochi passi da Roma, Londra, Parigi e Berlino eppure Slovenia, Serbia, Croazia, Bosnia, Montenegro e Macedonia ancora vengono percepite come paesi stranieri agli occhi dell’Europa Occidentale. La regione ancora evoca immagini di kalashnikov, mafiosi e  grappa slivovitz al posto di pace e prosperità.

L’Unione Europea rappresenta una destinazione comune e inevitabile per tutti i paesi balcanici. Un’europeizzazione dei Balcani alla quale si aspira mentre l’Europa si sta balcanizzando. I Balcani sono il cuore dell’Europa, situati al crocevia fra est e ovest. L’identità balcanica ancora rappresenta il maggiore fattore di conflitto fra le ex repubbliche iugoslave. Partendo dal dominio dell’Impero Ottomano, passando per il ruolo della chiesa Ortodossa arrivando all’influenza dell’Impero Austro-Ungarico, l’intero ventesimo secolo per i Balcani è stato segnato da conflitti e corruzioni.

E ora? Come vivono i cittadini dell’ex Iugoslavia oggi? Come percepiscono la guerra di venticinque anni fa? A cosa aspirano i più giovani? E la Yugonostalgia e Tito?  Com’è percepita l’Unione Europea nel momento in cui vive la maggiore crisi dei migranti per l’Europa? E soprattutto: qual è un dialogo possibile nella regione?

“Addio Tito-Benvenuto caos!”  prende spunto dall'omonimo progetto Balkans and Beyond, lanciato e ideato dal magazine europeo cafebabel.com che ha unito quindici giovani giornalisti, fotografi e video maker dalla regione che hanno prodotto dei servizi audio-video che rispecchiano la corrente situazione politica, sociale e culturale nei Balcani. Il lavoro è stato svolto in sette paesi: Bosnia & Herzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Slovenia, Croatia and Macedonia.

Ciascuna storia è stata realizzata da una coppia di giornalisti,  conciliando così il lavoro di fotografi e video maker con quello dei giornalisti della carta stampata.

Il panel del Festival Internazionale del Giornalismo sarà seguito dalla presentazione dell'e-book con i lavori dei giornalisti che hanno partecipato al progetto Balkans and Beyond.