Nessuno come Zerocalcare è riuscito a portare al centro del dibattito una serie di vicende poco note che sono di norma relegate al circuito ristretto della controinformazione. Dal drammatico caso di Ilaria Salis alla triste sorte di Ugo Russo, passando per le torture inflitte ad Alfredo Cospito, sono racconti marginali che toccano temi divisivi, affrontati dall'autore ascoltando tutte le parti coinvolte e mettendo su carta ogni possibile punto di vista. È un giornalismo a fumetti capace di prendere di petto i temi più scottanti (le ripercussioni del conflitto in Palestina, l'antifascismo, la pandemia), così come quelli destinati all'oblio (il carcere, la sanità pubblica, la questione curda), senza rinunciare in nessun caso alla comicità, senza cedere di un millimetro sui propri convincimenti, senza perdere mai di vista la propria area di appartenenza. Pubblicate sulle riviste e sui giornali più diffusi, queste storie partono sempre da un ragionamento collettivo e hanno la capacità di arrivare ai lettori di tutte le estrazioni, ammiccando agli scettici, prevenendo ogni obiezione, rendendo le cose semplici senza semplificare. Con un'unica certezza: è solo producendo opere che creano immaginario che si può combattere la barbarie.

Foto