A inizio marzo, sui giornali italiani compare la notizia di un clamoroso caso di accesso a informazioni riservate riguardanti centinaia di persone tra politici e personaggi noti. Si parla di gravi falle nel sistema della sicurezza informatica, di un possibile mercato parallelo di dati riservati e della pubblicazione di notizie su un presunto conflitto di interessi dell’attuale ministro della Difesa Guido Crosetto da parte di alcuni giornalisti del giornale Domani.

Tutto nasce da un’inchiesta della procura di Perugia che ha indagato 16 persone. I due principali accusati sono un tenente della Guardia di Finanza, Pasquale Striano, e il magistrato Antonio Laudati, per anni alla direzione nazionale antimafia. Nei loro confronti si ipotizzano i reati di accesso abusivo a sistemi informatici, abuso d’ufficio e falso. Per altri fatti Striano risponde di accesso abusivo e violazione di segreto in concorso con altri indagati, tra i quali alcuni suoi colleghi o conoscenti. Le indagini sono ancora in corso, quindi, molti elementi restano da chiarire. Tra gli indagati, per ulteriori episodi, ci sono quattro giornalisti, tre dei quali del quotidiano Domani – a cui Striano avrebbe passato le informazioni riservate – accusati di concorso in accesso abusivo ai sistemi informatici.

“Secondo i pm guidati da Raffaele Cantone, realizzare inchieste giornalistiche con l’ausilio di carte ottenute da fonti giudiziarie è un reato, da condannare severamente”: Emiliano Fittipaldi, direttore di 'Domani', difende il lavoro dei suoi cronisti e sostiene che la procura imputi ai giornalisti di “aver fatto bene il proprio lavoro. Ovvero quello di trovare buone fonti, ottenere notizie segrete sui potenti di pubblico interesse, verificarle e infine pubblicarle. Sempre a beneficio dei lettori”.

In tutto questo si inserisce l’esposto presentato dal ministro Crosetto, che ha dato avvio all'inchiesta giudiziaria, per chiedere alla procura di verificare chi e come fosse stato in grado di raccogliere informazioni “non a conoscenza di chiunque”. In altre parole, Crosetto ha chiesto ai magistrati di individuare le “fonti” dei giornalisti. Ciò ha suscitato preoccupazioni riguardo al rischio che l'indagine possa compromettere i rapporti tra giornalisti e le loro fonti, creando una sorta di avvertimento affinché non collaborino con i giornalisti.

Su questo caso, sul tema della tutela delle fonti e della libertà di informazione, Emiliano Fittipaldi interviene al Festival Internazionale del Giornalismo intervistato da Arianna Ciccone.

Organizzato in collaborazione con Valigia Blu.