La violenza sessuale come arma per costringere le donne al silenzio

2018-04-14 09:30:00 2018-04-14 10:45:00 Europe/Rome La violenza sessuale come arma per costringere le donne al silenzio #ijf18 Il Committee to Protect Journalists (CPJ) è un'organizzazione che difende il diritto dei giornalisti di fare il proprio lavoro senza il timore di rappresaglie. Tutti i giornalisti affrontano minacce, ma gli studi del CPJ mostrano che le donne affrontano altri ostacoli. Nel 2011, il CPJ ha lanciato The silencing crime, rapporto che ha documentato come la violenza sessuale sia utilizzata per ridurre al silenzio le giornaliste. Nel 2016, CPJ ha inoltre pubblicato il rapporto Attacks on the press. Gender and media freedom worldwide, che analizza anche come le molestie sessuali online possono spesso dissuadere le donne giornaliste da un ruolo attivo nei media. La violenza sessuale, nelle sue molteplici forme (fisica o digitale) è spesso usata per mettere a tacere giornaliste. Alcune finiscono per mantenere un basso profilo, alcune cancellano i propri account sui social media, alcune si censurano e altre, infine, abbandonano completamente la professione. Organizzato in collaborazione con la Committee to Protect Journalists. Sala del Dottorato - Perugia

#UsToo | in lingua inglese (senza traduzione)

09:30 - 10:45   sabato 14/04/2018

Sala del Dottorato

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Il Committee to Protect Journalists (CPJ) è un'organizzazione che difende il diritto dei giornalisti di fare il proprio lavoro senza il timore di rappresaglie. Tutti i giornalisti affrontano minacce, ma gli studi del CPJ mostrano che le donne affrontano altri ostacoli. Nel 2011, il CPJ ha lanciato The silencing crime, rapporto che ha documentato come la violenza sessuale sia utilizzata per ridurre al silenzio le giornaliste. Nel 2016, CPJ ha inoltre pubblicato il rapporto Attacks on the press. Gender and media freedom worldwide, che analizza anche come le molestie sessuali online possono spesso dissuadere le donne giornaliste da un ruolo attivo nei media. La violenza sessuale, nelle sue molteplici forme (fisica o digitale) è spesso usata per mettere a tacere giornaliste. Alcune finiscono per mantenere un basso profilo, alcune cancellano i propri account sui social media, alcune si censurano e altre, infine, abbandonano completamente la professione.

Organizzato in collaborazione con la Committee to Protect Journalists.










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