Il più grande dei segreti: la vita al NYT all'ombra della guerra al terrore tra scoop e scontri di potere. #ijf18talk di James Risen

2018-04-14 12:00:00 2018-04-14 13:15:00 Europe/Rome Il più grande dei segreti: la vita al NYT all'ombra della guerra al terrore tra scoop e scontri di potere. #ijf18talk di James Risen #ijf18 #ijf18talk by James Risen. Modera Stefania Maurizi. Jim Risen è un autore di bestseller ed ex corrispondente del New York Times, Risen racconta la sua vita come giornalista di una delle più importanti testate americane ai tempi della guerra al terrore. Attualmente è inviato di The Intercept per la sicurezza nazionale e direttore del Fondo di Difesa della Libertà di Stampa di First Look Media, dedicato al sostegno legale di testate, giornalisti e whistleblower. Risen ha condotto una battaglia di sette anni, rischiando il carcere, contro le amministrazioni Bush jr e Obama, quando il Governo ha provato a costringerlo a rivelare l'identità di alcune delle sue fonti confidenziali in un'inchiesta. Risen non ha mai ceduto, e il governo alla fine si è tirato indietro. Come inviato del New York Times ha vinto il Premio Pulitzer nel 2006 grazie all'inchiesta sul programma di spionaggio interno della National Security Agency, ed è stato nel gruppo di giornalisti nominati nel 2002 per la copertura degli attacchi terroristici dell'11 settembre. In un articolo pubblicato su The Intercept il 3 gennaio del 2018, Risen ha raccontato la su esperienza come reporter specializzato in intelligence nel New York Times, la difficile relazione con i servizi segreti americani e le pressioni subite dal suo stesso giornale. Risen, infatti, non ha dovuto lottare solamente contro le resistenze del Governo ma anche contro i suoi stessi superiori, che in diverse occasioni hanno provato a silenziare i suoi reportage. Alcuni editor del Times avevano dato grande rilevanza alla notizia della presenza di armi di distruzione di massa in Iraq, senza avere alcuna prova che questo fosse vero. Risen ha testimoniato come all’interno del giornale esistesse una frangia collusa con la CIA, la NSA e la Casa Bianca con l’obiettivo di censurare il suo lavoro. segue dibattito sul tema "Come ottenere documenti segreti e riservati. Dal FOIA ai leak, la lotta per acquisire informazioni basate sui fatti". Nel corso degli ultimi undici anni, WikiLeaks ha rivelato documenti segreti nel pubblico interesse, sebbene il prezzo sia stata molto alto: l'organizzazione è sotto indagine del Grand Jury fin dal 2010, il suo editor, Julian Assange è detenuto arbitrariamente dal governo inglese e la fonte più famosa di WikiLeaks, Chelsea Manning, ha passato sette anni in prigione. Nel corso degli ultimi cinque anni, fonti giornalistiche come Edward Snowden sono rimaste in esilio, John Kiriakou e Jeffrey Sterling, che hanno esposto le violazioni e gli abusi della Cia, hanno passato anni in prigione. La lotta per ottenere informazione fattuale sui segreti più scottanti dei nostri governi è lastricata di successi, fallimenti e di sacrifici di fonti ed editor, mentre il Freedom of Information Act, che in teoria fornisce un canale completamente sicuro per ottenere informazione fattuale, ha un'efficacia veramente limitata. Che cosa si può fare per vincere questa battaglia e ridurre il rischio per fonti, giornalisti ed editor? Sala dei Notari - Perugia

#ijf18talk | con traduzione simultanea in inglese/italiano

12:00 - 13:15   sabato 14/04/2018

Sala dei Notari

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Cornerstone Barristers
Stefania Maurizi
La Repubblica
James Risen
The Intercept
Jennifer Robinson
Doughty Street Chambers

#ijf18talk by James Risen. Modera Stefania Maurizi.

Jim Risen è un autore di bestseller ed ex corrispondente del New York Times, Risen racconta la sua vita come giornalista di una delle più importanti testate americane ai tempi della guerra al terrore. Attualmente è inviato di The Intercept per la sicurezza nazionale e direttore del Fondo di Difesa della Libertà di Stampa di First Look Media, dedicato al sostegno legale di testate, giornalisti e whistleblower. Risen ha condotto una battaglia di sette anni, rischiando il carcere, contro le amministrazioni Bush jr e Obama, quando il Governo ha provato a costringerlo a rivelare l'identità di alcune delle sue fonti confidenziali in un'inchiesta. Risen non ha mai ceduto, e il governo alla fine si è tirato indietro. Come inviato del New York Times ha vinto il Premio Pulitzer nel 2006 grazie all'inchiesta sul programma di spionaggio interno della National Security Agency, ed è stato nel gruppo di giornalisti nominati nel 2002 per la copertura degli attacchi terroristici dell'11 settembre. In un articolo pubblicato su The Intercept il 3 gennaio del 2018, Risen ha raccontato la su esperienza come reporter specializzato in intelligence nel New York Times, la difficile relazione con i servizi segreti americani e le pressioni subite dal suo stesso giornale. Risen, infatti, non ha dovuto lottare solamente contro le resistenze del Governo ma anche contro i suoi stessi superiori, che in diverse occasioni hanno provato a silenziare i suoi reportage. Alcuni editor del Times avevano dato grande rilevanza alla notizia della presenza di armi di distruzione di massa in Iraq, senza avere alcuna prova che questo fosse vero. Risen ha testimoniato come all’interno del giornale esistesse una frangia collusa con la CIA, la NSA e la Casa Bianca con l’obiettivo di censurare il suo lavoro.

segue

dibattito sul tema "Come ottenere documenti segreti e riservati. Dal FOIA ai leak, la lotta per acquisire informazioni basate sui fatti".

Nel corso degli ultimi undici anni, WikiLeaks ha rivelato documenti segreti nel pubblico interesse, sebbene il prezzo sia stata molto alto: l'organizzazione è sotto indagine del Grand Jury fin dal 2010, il suo editor, Julian Assange è detenuto arbitrariamente dal governo inglese e la fonte più famosa di WikiLeaks, Chelsea Manning, ha passato sette anni in prigione. Nel corso degli ultimi cinque anni, fonti giornalistiche come Edward Snowden sono rimaste in esilio, John Kiriakou e Jeffrey Sterling, che hanno esposto le violazioni e gli abusi della Cia, hanno passato anni in prigione. La lotta per ottenere informazione fattuale sui segreti più scottanti dei nostri governi è lastricata di successi, fallimenti e di sacrifici di fonti ed editor, mentre il Freedom of Information Act, che in teoria fornisce un canale completamente sicuro per ottenere informazione fattuale, ha un'efficacia veramente limitata. Che cosa si può fare per vincere questa battaglia e ridurre il rischio per fonti, giornalisti ed editor?










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