L'alleanza scienza-giornalismo per raccontare in modo innovativo il cambiamento climatico

2018-04-12 10:45:00 2018-04-12 12:00:00 Europe/Rome L'alleanza scienza-giornalismo per raccontare in modo innovativo il cambiamento climatico #ijf18 Gli ultimi anni sono stati troppo focalizzati sui temi delle fake news e del debunking, in particolare in alcuni campi della scienza, per rispecchiare fino in fondo altri temi urgenti che, a lungo termine, rischiano di essere ancora più incisivi e significativi. C'è ad esempio un enorme problema attorno alla "fiducia" tra comunità di scienziati e giornalisti, problema che va molto indietro nel tempo. Anche se scienza e giornalismo hanno ruoli diversi, hanno molte cose in comune: su tutte, il basarsi su fatti e prove. Entrambi devono essere indipendenti e cercare nuove informazioni che vanno diffuse al pubblico. Entrambi hanno vissuto una transizione drammatica da una tipologia di lavoro individuale a una dimensione molto più collaborativa. L'innovazione tecnologica ha portato a un'enorme quantità di informazioni disponibili, dati, e a nuovi strumenti con cui misurarsi. La scienza ha raggiunto un'incredibile capacità di costruire modelli super sofisticati, di migliorare la precisione nel calcolo e di descrivere fenomeni complessi. Il giornalismo ha visto l'avvento di strumenti e formati che consentono la progettazione di modi molto innovativi e talvolta persino immersivi per raccontare storie. Specialmente su temi complessi come il cambiamento climatico, specialmente nell'era dell'abbondanza di informazioni e di voci miste, sia i giornalisti che gli scienziati lottano per comunicare i fatti in un modo comprensibile al pubblico. Una sfida che entrambe le categorie potrebbero vincere imparando come aiutarsi a vicenda. Una collaborazione innovativa tra scienza e giornalismo potrebbe portare a una migliore comprensione dei fenomeni complessi - come il cambiamento climatico e il suo impatto - da parte di una porzione più ampia di società che, a sua volta, potrebbe dimostrarsi più solidale e collaborativa con la scienza stessa. Trovare nuove narrative può aiutare a prendere le distanze dalle storie centrate sui disastri, spostando l'attenzione sulle potenziali soluzioni, sulla capacità delle comunità locali di affrontare i cambiamenti, sulle opportunità che possono emergere da esse. Cosa possiamo imparare da esperienza come Lookout360, programma promosso da European Forest Institute (EFI) e GEN che combina scienza e storytelling a 360°? Come possiamo trarre beneficio dalla tecnologia digitale che supporta un nuovo modo di interagire con il pubblico? Possiamo facilitare la collaborazione e la connessione tra queste due comunità, in modo simile a quanto accaduto con Hacks/Hackers, attraverso argomenti come il cambiamento climatico e l'innovazione digitale e supportando formazione reciproca, condivisione di esperienze e sviluppo di un linguaggio comune? Organizzato in collaborazione con European Forest Institute. Hotel Brufani - Sala Raffaello - Perugia

panel discussion | con traduzione simultanea in inglese/italiano

10:45 - 12:00   giovedì 12/04/2018

Hotel Brufani - Sala Raffaello

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Jonathan Gray
King’s College London 
Alok Jha
Wellcome Trust
Viktorija Mickute
Contrast VR
John Reilly
condirettore MIT Joint Program
Alan Rusbridger
direttore Lady Margaret Hall Univ. di Oxford
Elisabetta Tola
fondatrice Formicablu
Rina Tsubaki
European Forest Institute

Gli ultimi anni sono stati troppo focalizzati sui temi delle fake news e del debunking, in particolare in alcuni campi della scienza, per rispecchiare fino in fondo altri temi urgenti che, a lungo termine, rischiano di essere ancora più incisivi e significativi. C'è ad esempio un enorme problema attorno alla "fiducia" tra comunità di scienziati e giornalisti, problema che va molto indietro nel tempo. Anche se scienza e giornalismo hanno ruoli diversi, hanno molte cose in comune: su tutte, il basarsi su fatti e prove. Entrambi devono essere indipendenti e cercare nuove informazioni che vanno diffuse al pubblico. Entrambi hanno vissuto una transizione drammatica da una tipologia di lavoro individuale a una dimensione molto più collaborativa. L'innovazione tecnologica ha portato a un'enorme quantità di informazioni disponibili, dati, e a nuovi strumenti con cui misurarsi. La scienza ha raggiunto un'incredibile capacità di costruire modelli super sofisticati, di migliorare la precisione nel calcolo e di descrivere fenomeni complessi. Il giornalismo ha visto l'avvento di strumenti e formati che consentono la progettazione di modi molto innovativi e talvolta persino immersivi per raccontare storie.

Specialmente su temi complessi come il cambiamento climatico, specialmente nell'era dell'abbondanza di informazioni e di voci miste, sia i giornalisti che gli scienziati lottano per comunicare i fatti in un modo comprensibile al pubblico. Una sfida che entrambe le categorie potrebbero vincere imparando come aiutarsi a vicenda.

Una collaborazione innovativa tra scienza e giornalismo potrebbe portare a una migliore comprensione dei fenomeni complessi - come il cambiamento climatico e il suo impatto - da parte di una porzione più ampia di società che, a sua volta, potrebbe dimostrarsi più solidale e collaborativa con la scienza stessa. Trovare nuove narrative può aiutare a prendere le distanze dalle storie centrate sui disastri, spostando l'attenzione sulle potenziali soluzioni, sulla capacità delle comunità locali di affrontare i cambiamenti, sulle opportunità che possono emergere da esse.

Cosa possiamo imparare da esperienza come Lookout360, programma promosso da European Forest Institute (EFI) e GEN che combina scienza e storytelling a 360°? Come possiamo trarre beneficio dalla tecnologia digitale che supporta un nuovo modo di interagire con il pubblico? Possiamo facilitare la collaborazione e la connessione tra queste due comunità, in modo simile a quanto accaduto con Hacks/Hackers, attraverso argomenti come il cambiamento climatico e l'innovazione digitale e supportando formazione reciproca, condivisione di esperienze e sviluppo di un linguaggio comune?

Organizzato in collaborazione con European Forest Institute.










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